CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

04.10.2017

Abusi edilizi? Dissequestrata la villa

Il giudice ha annullato i sigilli che erano stati messi dai carabinieri ad una villa di via Tovazzi a Monteviale
Il giudice ha annullato i sigilli che erano stati messi dai carabinieri ad una villa di via Tovazzi a Monteviale

Il giudice non ha convalidato il provvedimento e la villa torna nella disponibilità dei proprietari. Niente sequestro, anche se l’indagine della procura, che ipotizza falsi e abusi edilizi, va avanti a carico di proprietari, professionisti e amministratori.

È quanto accaduto a Monteviale, dove qualche settimana fa i carabinieri forestali avevano sigillato il cantiere di una villa in via Tovazzi, partendo dall’assunto che avrebbe dovuto essere un deposito attrezzi su fondo agricolo, e si stava trasformando in una lussuosa abitazione di oltre 1.200 metri cubi complessivi in barba alle norme urbanistiche.

I PROVVEDIMENTI. I militari, coordinati dal pubblico ministero Francesca Sorvillo, a metà settembre avevano sigillato l’immobile e denunciato 14 persone in seguito a una complessa indagine in materia di abusivismo edilizio e lottizzazioni ritenute abusive. I sigilli erano scattati nell’edificio in fase di costruzione, dove sono visibili il piano interrato e i due piani abitativi superiori. Nell’area di cantiere infatti si stavano realizzando due piani fuori terra per 765 metri cubi e un piano interrato di 507 metri cubi, oltre ad una strada privata che avrebbe collegato l’abitazione alla Provinciale 36, al posto di quello che sarebbe dovuto essere, secondo gli inquirenti, semplicemente un deposito attrezzi per la conduzione di un fondo agricolo. I militari, analizzando la documentazione agli atti dell’ufficio tecnico del Comune e raccogliendo notizie e testimonianze, avevano ipotizzato che tutti i titoli autorizzativi concessi ai proprietari erano nulli in quanto basati su documentazione e dichiarazioni false, sia degli attuali e precedenti proprietari dell’immobile che dei tecnici che hanno seguito la fase progettuale. Quello che doveva essere nel 2009 un deposito attrezzi di 34 metri cubi, situato su un terreno di poco più di un ettaro, si sarebbe trasformato nel corso degli anni con i permessi a costruire prima nel progetto di un immobile di 400 metri cubi e nell’arco di quest’anno in una villa di oltre 1.200 metri cubi. La procura aveva chiesto la convalida, ma il giudice Cristina Arban l’ha negata: da quanto si è appreso, ha ritenuto che i nuovi proprietari non fossero a conoscenza dei supposti abusi e che non vi fosse alcuna attualità nel provvedimento.

GLI INDAGATI. La procura ha iscritto sul registro degli indagati 14 persone, con diversi gradi di responsabilità, a seconda del ruolo avuto all’interno del procedimento, per le ipotesi di falsità ideologica in certificati, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, uso di atto falso, lottizzazione abusiva e attività edilizia in assenza di titolo. Si tratta dell’attuale vicesindaco Nicola Corato, 32 anni; dell’ex assessore all’urbanistica Enrico Reginato, 51; del funzionario comunale Nereo Rossetto, 52; degli impresari Ampelio Vigolo, 63, e Stefano Maistro, 52; dei geometri Enzo Coletta, 74, e Luca Leonardi, 41, già consigliere comunale; della dottoressa forestale Roberta Meneghini, 41; del progettista agronomo Ruggero Giorio, 64; dell’imprenditore Leandro Cegalin, 63; e infine di Luca Anselmini, 60, Guido Andrea Bellicini, 47, e di Erika e Antonio Segalin, 36 e 67 anni.

L’inchiesta prosegue; tutti avranno modo di chiarire la loro posizione. D.N.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1