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11.12.2015

Mangiano
pesce di fiume
Dodici intossicati

Un gruppo di pescatori in attività in riva al fiume. ARCHIVIO
Un gruppo di pescatori in attività in riva al fiume. ARCHIVIO

VICENZA. La cena di pesce finisce in ospedale. Dodici persone, tutti i commensali, si sono infatti sentite male qualche sera fa dopo aver mangiato del pesce che era stato pescato da alcuni di loro lungo i fiumi e i torrenti vicentini. E se all’inizio le vittime dell’intossicazione pensavano a forme di inquinamento più o meno gravi lungo i corsi d’acqua, in realtà l’ipotesi più accreditata è quella che il pescato non fosse stato pulito correttamente, o non fosse stato conservato in maniera adeguata.

I fatti sono avvenuti in città, nella zona di Campedello. Luciano Stivan, 50 anni, e la moglie Ida, 51, avevano invitato a cena alcuni amici e colleghi di lavoro di Luciano, tutti appassionati pescatori. La serata era a base proprio del pesce che era stato pescato nei giorni precedenti lungo l’Astico, il Bacchiglione e un torrente della valle del Chiampo. In questa stagione sono assai numerosi gli appassionati che per sport e per diletto amano passare alcune ore lungo il fiume, armati di stivali, esche e lenze, per portare a casa trote e altre specie che si trasformano poi in piatti prelibati.

Questo era l’obiettivo della serata, a cui avevano preso parte anche Mario e Anita Grotto, Felice e Serenella Rossato, Marco, Antonella e Diego Boscardin, Slobodan Mitrievic (che aveva portato la maggior parte del pesce) e ancora Gianluca e Beatrice Milan, tutti residenti fra la città e la provincia vicentina. Va detto che non era la prima cena fra queste coppie, e che in passato non avevano mai avuto conseguenze particolari.

Il pescato era stato servito in diversi piatti, ma il clou era la grigliata; comunque, sempre pesce cotto e non crudo. Altro di apparentemente a rischio gli amici non avrebbero mangiato.

Di fatto, dopo una serata di scherzi e risate, tutti erano tornati a casa ma nel corso della nottata avevano iniziato ad avvertire i primi malori, che hanno costretto di fatto tutti e 12, l’indomani mattina, a recarsi al pronto soccorso o a recarsi dal medico di base o, i casi più lievi in farmacia. Impossibile andare al lavoro: vomito, forti dolori di stomaco, in qualche caso diarrea. Di fatto, un’intossicazione alimentare, anche se accertarne con esattezza la causa, a distanza di ore, e soprattutto senza poter esaminare il cibo (era stato spazzolato tutto), è impossibile: comunque, sotto accusa è finito il pesce. I commensali se la sono cavata con prognosi che variano da un paio di giorni fino a dieci: una vicentina è quella che ha patito le conseguenze peggiori. Chi ha pulito il pesce potrebbe non aver svolto il suo compito in maniera precisa.

Diego Neri
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