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14.05.2017

Incrocio di Ponte:
nuovo incidente
Torna la protesta

Lo scontro tra auto avvenuto martedì pomeriggio e che ha bloccato la riviera berica.  FOTO GREGOLIN
Lo scontro tra auto avvenuto martedì pomeriggio e che ha bloccato la riviera berica. FOTO GREGOLIN

Scongiurato, deprecato, ma alla fine l’ennesimo incidente sull’ormai famoso incrocio di Ponte di Lumignano si è verificato. E’ accaduto martedì scorso, con un tamponamento a catena che ha coinvolto tre auto lungo la Riviera Berica  nell’innesto della strada comunale che porta al paese.

Una Fiat 500 ha tamponato un furgone che a sua volta è andata sbattere contro la vettura antistante. Illesi i due conducenti, mentre la donna al volante della Fiat rossa è stata soccorsa con l’ambulanza e trasferita all’ospedale di Vicenza per lesione al collo, ritenute non gravi. Il tamponamento è andato così ad allungare la già nutrita lista di sinistri, molti mortali, che si sono registrati in questo strategico incrocio. Tredici morti in un ventennio, che sembrano ancora non bastare, visto che è stata necessaria una mobilitazione popolare per chiedere la messa in sicurezza dell’area. Oltre settecento firme depositate sul tavolo del sindaco di Longare e della Provincia di Vicenza per dire che «come le troppe parole uccidano». Da anni infatti i locali invocavano l’interessamento per porre in sicurezza l’incrocio che vede l’immissione di due strade comunali sulla  Riviera Berica. Ma nulla da allora si è mosso, se non l’installazione di un semaforo a chiamata, imposto dall’accordo con l’Aim per mantenere il servizio del tram che collega a Vicenza. Con l’ultimo dei sinistri, il clima tra amministrazioni e cittadini non poteva che rinfocolarsi: «Se si cercava la vittima –ha commentato Zennaro, coordinatore del comitato spontaneo dei cittadini- anche stavolta ci siamo andati vicini. Solo due mesi fa l’ennesimo incidente con un ferito, con tante parole rassicuranti da parte del sindaco di Longare e dell’assessore provinciale alla viabilità Renzo Marangon come pure del presidente Achille Variati, che a questo punto si mostrano più come  una presa in giro, che una precisa volontà d’intervento». Invoca la legalità il primo cittadino di Longare, Gaetano Fontana, che torna a ribadire all’indomani dell’incidente: «Stiamo spingendo su tutti i fronti per arrivare alla semaforizzazione dell’area. Ci sono però tempi tecnici e il bilancio della stessa Provincia da approvare entro metà giugno. Dopodiché, assicuro che si passerà alla definitiva messa in sicurezza dell’area». Ma nessuno si sbottona sui tempi: «Al più presto», garantisce Fontana, mentre Marangon preferisce il silenzio. Per i cittadini è  «l’ennesimo rimpallo di responsabilità. Sono anni che ci raccontano la solita storia, al punto che in assemblea pubblica abbiamo chiesto  al sindaco, di chi in caso d’incidente ricada la responsabilità?».

Anche in questo caso, bocche cucite, mentre per i cittadini continuano nella loro protesta, pronti anche a manifestazioni eclatanti. Per il sindaco Fontana che si dice dispiaciuto per l’ennesimo incidente, c’è l’amaro in bocca anche per il clima teso che si è venuto a creare in paese sulla questione: «Siamo costantemente in contatto con tutti i restanti enti- fa sapere Fontana-, ma non vogliamo sconfinare nell’illegalità in nome dell’emergenza». La conta dei sinistri intanto, continua ad allungarsi.

Antonio Gregolin
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