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30.06.2017

«Basta con l’orto
ora ho imparato
ad usare il tablet»

L’università degli adulti-anziani ha favorito l’approccio ai computer e ai tablet da parte degli allievi
L’università degli adulti-anziani ha favorito l’approccio ai computer e ai tablet da parte degli allievi

«Una Università particolarmente sensibile ai problemi del territorio, disponibile a non riservare solo per sé quanto appreso, ma propensa ad aprirsi progressivamente ad un volontariato culturale. In un breve periodo di vita è riuscita a focalizzare il vero scopo per cui è stata istituita e a dimostrare di saperlo attuare».

Queste le conclusioni di monsignor Giuseppe Dal Ferro in occasione della ricorrenza del decennale dell’Università adulti/anziani di Longare, fra le ultime nate nel Vicentino. Una Università del territorio, promossa unitamente dai Comuni di Longare, Castegnero, Nanto, Montegalda, Montegaldella, Arcugnano, con la Fondazione Università adulti/anziani di Vicenza. Un successo che deriva soprattutto dai suoi studenti, aumentati negli anni grazie ai corsi e all’impegno con una voglia di mettersi sempre alla prova come bravi scolari.

Già nel primo anno di attività ai 56 iscritti di Longare si sono aggiunti 18 di Montegalda e 11 di Castegnero. Progressivamente si è estesa a frequentanti di Nanto, Montegaldella ed Arcugnano, quest'ultimo ora giunto a 16 frequentanti. Nei dieci anni di vita il numero dei frequentanti è cresciuto dai 105 iniziali del 2007 ai 131 attuali. .

«Un’esperienza che ho subito abbracciato – ha dichiarato Antonio Tonello, da cinque anni iscritto all’università, casa a S. Croce Bigolina – e che continuo a portare avanti con entusiasmo. Avevo pensato di iscrivermi a Vicenza, poi ha preso via anche a Longare che ho scelto per comodità. A livello culturale è uno stimolo per riprendere in mano certe materie oltre che restare aggiornati sull’attualità. Inoltre è un modo per allacciare nuove amicizie, o ritrovarne di vecchie».

Lezioni ogni lunedì e giovedì, da ottobre a maggio, con orario 15 -17.30 nella sala delle Opere parrocchiali di Longare, e seminari e laboratori decentrati nei vari Comuni aderenti durante i quali si è svariato dalle lingue straniere all’informatica, dalla storia alla pittura, dall’astronomia all’ecologia.

«Come ho iniziato a frequentare? Si parlava – ricorda Giancarlo Campesato, residente a Bosco di Nanto - tra amici. Tutti eravamo in pensione da poco e si discuteva come impiegare il tempo a disposizione senza per forza fossilizzarsi nella cura dell’orto o del giardino. É uscita l’idea dell’università e ci siamo iscritti. Le materie sono molteplici e quindi è facile trovare interesse per qualcosa. Ad esempio come usare le nuove tecnologie: tanti hanno imparato ad utilizzare lo smartphone o il tablet ricevuto in regalo. E da cosa nasce cosa. Come la costituzione di un gruppetto di persone finalizzato alle escursioni nei principali luoghi di montagna testimoni della prima Guerra Mondiale».

L'età media è scesa negli anni dai 66 iniziale ai 63,5 attuale. L'Università ha conservato un carattere popolare, pur con qualche presenza di persona istruita.

In riferimento all'istruzione pregressa si è passati dal 73% della scuola dell'obbligo (elementari e medie) del primo anno, al 64% dell'ultimo anno. I laureati all'inizio erano il 2,87 %, quest'anno l’1,51 %.

Giorgio Zordan
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