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09.11.2017

Investimenti
in diamanti
«Ingannati»

I diamanti venivano offerti come un investimento sicuro
I diamanti venivano offerti come un investimento sicuro

VICENZA. Un diamante potrà anche essere “per sempre” se inteso come pegno d’amore, ma quando si parla di un investimento finanziario a quanto pare le cose possono cambiare, radicalmente. E le metafore perdere, clamorosamente, di significato. Ne sa qualcosa il signor Roberto Amato, vicentino, di professione insegnante, che nell’agosto di due anni fa, spinto dalla sua banca, ha deciso di investire 10 mila euro nell’acquisto, appunto, di un diamante scoprendo poi che la pietra ne vale meno della metà. Ma rivenderla, i tentativi stanno proseguendo da circa un anno, a quanto pare non sembra possibile e rientrare della somma investita nemmeno. 

Insomma una beffa che l’Antitrust, nella relazione del 30 ottobre scorso, sanzionando  la condotta della Intermarket Diamond Businesse e della Diamond Private Investment (i due principali broker nazionali di pietre preziose) cataloga invece come «gravemente ingannevoli e omissive le modalità di offerta dei diamanti da investimento». Ed è, forte di questo pronunciamento dell’Antitrust, che Roberto Amato ha deciso di tornare alla carica, con il suo istituto di credito e con i broker di diamanti, chiedendo,  dopo quattro mandati di vendita andati a vuoto, di tornare in possesso almeno di una parte della somma sborsata, considerato che ritirarsi dall’“affare” prima dei sette anni comporta comunque una perdita del 15 per cento del valore totale.

Matteo Bernardini
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