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24.01.2016

Il rogo, la bambina
e l’orsetto salvato
«Pompiere eroe»

In corso Padova, al civico 79, è già tempo di impalcature. Il rogo di sabato sembra quasi lontano, sebbene la presenza degli operai e l’assenza dei proprietari rimandino alla mente di tutti, anche dei curiosi che ancora si fermano e sbirciano dal pesante cancello in ferro battuto, il ricordo vivo delle fiamme che hanno causato molti danni alla villa abitata dall’imprenditore Gianfranco Pavan e dai famigliari. Andare avanti, questa la parola d’ordine, ringraziando il cielo che non sia finita peggio. Una vicenda che ora torna d’attualità anche con un’altra storia: quella del gigante buono e la bambina.

Tutto comincia alla fine. Domate le fiamme, i vigili del fuoco se ne stanno per andare quando arriva loro l’eco di un pianto a dirotto. È Isabella, un frugolino dolcissimo. Tra il fumo ed il fuoco ha perso il suo orsetto di peluche. Si chiama Teddy, proprio come l’amico di pezza di Mister Bean, inseparabile come ogni primo, grande, vero amico. Ogni sera si addormentano assieme felici, sì perché anche sotto la stoffa c’è un cuore. Ci vuole un gigante, di più: un eroe. Antonio Piro, vigile del fuoco di stanza a Vicenza, potrebbe anche sembrarlo con quel giaccone ignifugo ed il casco. È stanco, ce ne è voluto per spegnere l’incendio che, scrive nel suo blog, «si è portato via ogni cosa, ogni segno del passato di una famiglia», ma non gira la testa. In 35 anni di servizio ne ha viste tante, ha salvato di tutto, uomini, animali, cose e case, eppure quella disperazione così forte e così pura lo colpisce. È sconvolta la piccola Isabella, l’idea che il suo amico non ci sia più, sparito tra le fiamme, è il grandissimo dolore della sua giovane vita. Insopportabile più del resto, troppo grande per lei.

Il gigante non ci pensa due volte e con i colleghi inizia la ricerca. «Trovato!». Teddy è in una camera, tra ciò che rimane di quelle che fino a qualche ora prima erano coperte. Sorridente, tenero e soprattutto magico come tutti gli animaletti di pezza, si era messo al sicuro. Il gigante lo consegna ai genitori, bisogna rientrare e non ce la fa a consegnarlo alle piccole dita della bambina né a vedere il suo sorriso. Sì, perché ora Isabella ride felice. E ridono felici anche mamma e papà. In un pomeriggio persino disumano, è un raggio di luce, quasi un segnale di speranza.

Il giorno dopo la prima sorpresa per il gigante buono: «Sono il papà della bimba di Teddy. Non ho parole per ringraziarti per la professionalità, sensibilità e solidarietà che hai dimostrato nel corso dell’intervento. Grazie a te ha potuto addormentarsi serena con il suo Teddy in braccio, come ha sempre fatto dalla sua nascita. Donare serenità ad una bimba e darle dolci sogni dopo il trauma subito ti rende un vero eroe». Parole accompagnate dalla foto di Isa e Teddy abbracciati per sempre. Basterebbe questo, ma a rendere davvero speciale la vicenda è proprio Isabella, che manda ad Antonio una letterina scritta di suo pugno. «Il momento in cui l’ho visto e l’ho abbracciato forte stavo per mettermi a piangere di gioia. Te ne sarò per sempre grata. Il mio amico è qua vicino a me (anche se puzza un po’) sul letto accanto al cuscino, al caldo. Da sabato ho il mio nuovo eroe».

Antonio, amante di packrafting ed esperto di rapide e scogli, non riesce a schivare una lacrima di commozione: «È la prima volta che salvo un orsetto ed anche se non l’ho visto mi sento dentro il sorriso della bambina. Non dimenticherò mai le parole che mi hanno scritto, sono quelle piccole cose che fanno del Vigile del Fuoco un mestiere meraviglioso».

Roberto Luciani
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