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15.01.2019

Il nuovo questore:
«Il daspo urbano
contro il degrado»

Il nuovo questore, Bruno Failla
Il nuovo questore, Bruno Failla

VICENZA. «Mi descrivono come un questore severo? Sinceramente non credo di esserlo; credo invece di essere un questore equilibrato. Che si impegna non solo per “fare”, ma per “incidere”. Se dovessi usare dei termini per descrivermi userei equilibrio e rigore: le regole esistono e vanno rispettate». Bruno Failla, romano, 55 anni, risponde alle domande dei cronisti nel giorno del suo insediamento a capo della questura di viale Mazzini. Failla, in polizia dal 1983, prende il posto di Giuseppe Petronzi, arrivato a Vicenza nel dicembre 2016, e ora trasferito a Trieste. «È un piacere essere a Vicenza - esordisce Failla che arriva in città dopo avere guidato la questura di Arezzo -. Mi sembra una realtà davvero molto bella. Ora dovrò rendermi conto della sua realtà sociale, ma anche criminale; senza dimenticare la provincia».

Il nuovo questore, dopo gli inizi della sua carriera nella squadra mobile di Torino ha ricoperto diversi incarichi in vari commissariati di Roma. Con la promozione a dirigente superiore ha quindi guidato il commissariato di “Trevi Campo Marzio”.  Tra gli strumenti per contrastare soprattutto la microcriminalità, il nuovo questore, anche nella sua precedente esperienza ad Arezzo, ha utilizzato molto il foglio di via obbligatorio e il “daspo” urbano, previsto dal decreto sicurezza del precedente ministro degli Interni Minniti. «Entrambi sono due strumenti che ritengo importanti - ribadisce Failla -. Ad Arezzo, per esempio, grazie alla loro applicazione abbiamo ottenuto risultati importanti, specie per la criminalità “importata”; vediamo allora se è possibile adottare questi provvedimenti anche qui».

M.B.
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