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24.02.2017

Prof resta chiuso
da solo a scuola
Liberato dai vigili

Le scuole medie di Creazzo
Le scuole medie di Creazzo

CREAZZO. Era così concentrato nel preparare la lezione del giorno successivo che non si è reso conto del tempo che passava. E così si è ritrovato chiuso dentro a scuola.

È accaduto l’altro ieri all’istituto comprensivo di Creazzo, scuola media Manzoni, al professore di matematica e scienze Gianluca Nucifora, 40 anni, da tre nel plesso di Creazzo, origini siciliane ma vicentino doc. Ed è dovuta intervenire la polizia locale dell’Unione Terre del Retrone, insieme all’assessore Giuseppe Serraino, dopo le 18 per liberare il docente rimasto bloccato all’interno delle medie. Alla fine con una risata per tutti.

«I professori a Creazzo sono così ligi al lavoro che non si accorgono del tempo che passa», ha detto l’assessore Giuseppe Serraino, che con le chiavi recuperate in Comune ha consentito al prof di aprire una porta antipanico dall’interno e di uscire.  

«Ho rischiato altre volte di restare chiuso dentro, ma non era mai successo finora – racconta Nucifora -. La scuola chiudeva una mezz’ora prima mercoledì, ma io stavo lavorando al computer, in un’aula del secondo piano, preparando alcuni power point per le lezioni dedicate alle giornate dello sport. Ad un certo punto sono sceso per andare a casa e mi sono ritrovato chiuso dentro. Allora ho chiamato il 112 e il 113. E poi è arrivata la polizia locale. Mi hanno passato una chiave dalla finestra e poi mi hanno aiutato a scavalcare il cancello. Il personale della scuola non si è reso conto che ero in aula, la porta era chiusa e la luce spenta, non consumo elettricità inutilmente se da fuori c’è illuminazione sufficiente. Non è la prima volta che mi fermo oltre l’orario. Ma nessuna paura quando mi sono accorto di essere rimasto dentro. Alla fine ci abbiamo scherzato su con assessore e polizia locale».

«A causa di un corso di aggiornamento del personale abbiamo anticipato la chiusura di una mezz’ora - spiega la dirigente vicaria del comprensivo di Creazzo, Rosa Zacchini -, forse il professore non se n’è ricordato e ha prolungato il suo lavoro. Ma era in un’aula e non in sala insegnanti. Tra l’altro con la luce spenta, così nessuno si è accorto passando per i corridoi. E hanno chiuso tutto. Comprese le porte antipanico, in particolare verso il cortile. Abbiamo avuto delle spiacevoli intrusioni a scuola e quindi per precauzione vengono bloccate».

Luisa Nicoli
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