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05.11.2017

«Metropolitana, persa un’occasione»

Il sindaco Stefano Giacomin. Il suo mandato scadrà nel 2019
Il sindaco Stefano Giacomin. Il suo mandato scadrà nel 2019

Il suo mandato da sindaco scadrà nel 2019 ma Stefano Giacomin è pronto a rimettersi in gioco, magari come futuro assessore. Prima di quel giorno però gli toccherà fare i conti con due questioni gigantesche come l’opera della Tav e l’inquinamento da polveri sottili. Due partite in una che vede Creazzo come uno dei centri (undicimila abitanti) più coinvolti dalla questione traffico e mobilità, tanto che è iniziata la raccolta delle firme da parte dei residenti di viale Italia per chiedere interventi urgenti per combattere l’aumento del traffico sulle strade interne del paese.

LE FIRME. «Io queste firme non le ho ancora viste - taglia corto Giacomin - ma l’unica soluzione è migliorare la mobilità delle arterie principali, come l’ex regionale 11 e la strada del Melaro. Sappiamo, attraverso uno studio della mobilità, che le auto che passano per il nostro centro arrivano prevalentemente dall’Ovest e dalla Valle dell’Agno e si dirigono verso il capoluogo cercando delle scorciatoie, ma il Comune può intervenire solo parzialmente. Il problema sta a monte, bisogna lavorare sulle arterie principali, sulle infrastrutture».

GRANDI CANTIERI. E proprio i grandi cantieri sfioreranno Creazzo, Tav prima di tutto, mentre la grande stazione della metropolitana di superficie a ponte Alto rappresenta la porta della città proprio a ridosso del comune amministrato da Giacomin che da tempo ha cercato di instaurare un dialogo con il sindaco Achille Variati: «La stazione del filobus progettata all’ingresso ovest è senz’altro un’opportunità ma si poteva sfruttare meglio considerando un’unica area urbana che arrivasse fino ad Alte Ceccato, si sarebbe trattato di una risposta seria al traffico sull’ex regionale. Si poteva cioè trovare un’alternativa al traffico su gomma. Sono convinto che la Tav sia un’opera fondamentale se non vogliamo restare fuori dai grandi flussi ma se la città capoluogo nella trattativa con Rfi e governo avesse coinvolto i comuni, forse avremmo ottenuto di più, pensando alla mobilità di tutta la maxi area urbana che da Ponte Alto arriva ad Alte, mi dispiace non ci sia stato un confronto serio. Il problema è che con Vicenza c’è un rapporto a singhiozzo e spesso ci si ferma agli enunciati quando si parla di lavoro di squadra».

Il riferimento è alla tanto discussa (tra amministrazioni) ciclabile di collegamento tra Vicenza e Creazzo: «Ci conto e spero che il capoluogo mantenga la promessa di prevedere il tratto di sua competenza durante i lavori a Villaggio del Sole, resto convinto che tutta la cintura urbana dovrebbe essere collegata».

POLVERI SOTTILI. Non solo viabilità, perché alla parola “polveri sottili”, il sindaco Giacomin sorride e poi precisa: «Prima di tutto vorrei capire cosa incide di più in termini di inquinamento. Le auto in paese, il flusso dei mezzi sulle tre corsie dell’A4 o le caldaie? Se la cappa di inquinamento va da Torino al Friuli, Veneto ed Emilia, qualcuno mi spieghi a che serve l’ordinanza di limitazioni fatta a Creazzo o in un centro storico. Io alle operazione di facciata non ci ho mai creduto, non è meglio piuttosto fare pressioni sul ministero dell’ambiente o della salute? Questa non è forse una questione nazionale? Nel nostro piccolo abbiamo aderito al tavolo provinciale che ha fissato delle linee guida, pur sapendo che si tratta di palliativi, ma mentre ai comuni si delegano i problemi ambientali c’è chi ipotizza la quarta corsia sulla Serenissima...Il ministero ci dica come vuole intervenire, perchè altrimenti tutte le ordinanze dei comuni non serviranno a niente, sono un autonomista convinto ma qui serve una decisione da Roma».

Eugenio Marzotto
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