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28.06.2018

«Voleva uccidere la compagna dopo averla anche violentata»

Raffaele BusielloI rilievi dei carabinieri
Raffaele BusielloI rilievi dei carabinieri

Il 3 gennaio scorso ha sferrato almeno dieci coltellate alla sua compagna, 37 anni, di origine moldava; poi, dopo l’aggressione alla donna, è fuggito portando con sé la figlia di sei anni e cercando (secondo gli inquirenti) anche di prendere l’altra figlia che la convivente aveva avuto prima dal suo precedente compagno. Ora, nei confronti di Raffaele Busiello, macellaio di 38 anni di origine campane, la procura, tramite il pubblico ministero Hans Roderich Blattner, ha chiuso le indagini. Al campano il pubblico ministero contesta di avere tentato di uccidere, con premeditazione, la compagna e di averla anche violentata. Inoltre il rapimento della figlia più piccola, e il tentato rapimento dell’altra. In base a quanto riscontrato dalla consulenza redatta dalla dottoressa Alessandra De Salvia, Busiello il 3 gennaio scorso ha sferrato almeno una decina di fendenti in zone del corpo dove sono presenti organi vitali. Dopo avere accoltellato la convivente, con cui divideva un appartamento al civico 44 di viale Verona ad Altavilla, il macellaio era quindi fuggito in auto portando con sé anche la figlia di sei anni. Una fuga, la sua, che era durata circa 17 ore fino a quando non era stato individuato e quindi fermato in un campo a Bagnolo San Vito (in provincia di Mantova). Arrestato dai militari del nucleo investigativo di Vicenza, del tenente colonnello Giuseppe Bertoli e del tenente Marco Ferrante, Busiello aveva chiesto ai carabinieri notizie della compagna convinto di averla ammazzata. Mentre lei aveva raccontato di essersi salvata dalla furia del suo ex solo grazie al fatto di avere avuto la lucidità di fingersi morta dopo l’ennesima coltellata ricevuta. Busiello, che era stato arrestato per tentato omicidio, era stato poi interrogato dal giudice per le indagini preliminari al quale aveva raccontato la sua versione dei fatti precisando che la situazione, all’interno dell’abitazione di viale Verona a Tavernelle di Altavilla, si era molto complicata dopo che lei si era lamentata con lui per il fatto di averle preso circa 900 euro dalla carta di credito. Da quel momento erano iniziate delle liti, che avevano progressivamente mandato Busiello fuori di testa. Quei soldi lui sì, li aveva presi, ma per pagare - aveva detto al giudice - le spese delle vacanze in montagna. Dopo le continue litigate, la donna il 31 dicembre si sarebbe recata in caserma (per denunciarlo?) e lui, dopo averla cercata invano per impedirlo, sarebbe entrato in casa, distruggendo tutto quello che aveva trovato. Poi l’aveva rivista il 3 gennaio, quando l’aveva aggredita come una furia e accoltellata ripetutamente. Adesso, a quasi sei mesi dall’episodio, il sostituto procuratore Blattner, che ha coordinato l’inchiesta, ha chiuso le indagini e contestato a Busiello il tentato omicidio premeditato di quella che all’epoca dei fatti era la sua compagna. Non solo, ma il pm contesta all’indagato anche di averla violentata e di averne rapito la figlia che aveva avuto con lei. E di avere provato a portare via con lui, nella fuga dopo l’aggressione, pure l’altra bambina della donna. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.B.
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