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06.06.2018

«Per Haiti l’ultimo pensiero di Paolo»

Paolo Basso circondato dai bambini della baby house Nph in Haiti
Paolo Basso circondato dai bambini della baby house Nph in Haiti

«Accendi la luce, ci dobbiamo vestire, abbiamo il volo per Haiti» sono state le ultime parole di Paolo Basso, 61 anni, prima che il suo cuore di guerriero si fermasse. Ha combattuto con tutte le sue forze contro quel male che l’ha colpito quattro anni fa, senza realizzare l’ultimo sogno di tornare ad Haiti. Ma è lì che verranno sparse le sue ceneri. Gliel’ha promesso Marie, la bambina giunta da Haiti adottata una decina di anni fa. È stata lei a innescare il suo amore incondizionato per l’isola caraibica, quand’è arrivata in Italia, nel 2004, senza sapere se sarebbe sopravvissuta. La svolta nella vita di Paolo e di sua moglie Marina è arrivata in una domenica di aprile di 14 anni fa, sfogliando il nostro Giornale. Un nostro articolo annunciava l’imminente arrivo di Marie, grazie alla Fondazione Francesca Rava Nph Italia. La piccola è stata trovata abbandonata in una capanna. Accanto alla cesta è stata lasciata una candela accesa da cui si è innescato un incendio che ha devastato metà del suo corpo. Leggendo la sua storia, Paolo ha guardato Marina, con cui era sposato da 21 anni, e non hanno avuto nemmeno bisogno di parlarsi. Sono andati ad accogliere Marie, accompagnata dall’ex primario di Pediatria di Thiene, Roberto Dall’Amico e sono stati fra i più assidui dei volontari che si sono presi cura di lei. «Dopo due giorni che stavo con lei ho capito che dovevo fare di più» ha confessato Marina e quell’amore è sfociato nell’adozione. Ma l’impegno di Paolo non si è fermato. È diventato uno dei più instancabili volontari per la Fondazione. Ha contribuito a creare un’officina meccanica a Francisville, città dei mestieri di Port au Prince, formando in Italia alcuni giovani di Haiti che oggi gestiscono l’officina, lavorando per la Fondazione, ma anche per riparare i mezzi del posto. È stato fra i primi a partire, dopo il terribile terremoto che ha colpito Haiti nel gennaio del 2010. «Non ho mai visto una persona così innamorata di Haiti» ha detto di lui padre Rick Frechette, direttore di Nph Haiti e medico in prima linea all’ospedale Saint Damien, costruito grazie a tante risorse italiane. «Paolo ha chiuso gli occhi ancora pianificando il suo prossimo viaggio in Haiti, dove era il suo cuore e il suo impegno per tanti bambini e ragazzi - commenta Maria Vittoria Rava, presidente della Fondazione -. Ha lasciato il testimone di angelo e guerriero per i bambini che sono privati dei loro diritti più basilari a sua figlia Marie». Così com’era accaduto il giorno del terremoto, nel momento in cui il cuore di Paolo si è fermato Marie ha sentito una forte fitta al cuore. Ha guardato la mamma e le ha detto: «papà non c’è più». Il funerale sarà celebrato domani, alle 14.45, nella chiesa di San Giorgio a Costabissara. La salma, proveniente dall’hospice del San Bortolo, dove è stato autorizzato l’espianto delle cornee, tornerà poi a Vicenza per la cremazione, in attesa dell’ultimo viaggio ad Haiti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marialuisa Duso
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