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17.08.2018

Le ceneri di Paolo ad Haiti «Ma vive il suo esempio»

Marie consegna le ceneri del papà Paolo Basso alla terra di Haiti
Marie consegna le ceneri del papà Paolo Basso alla terra di Haiti

Le sue ultime parole erano state per Haiti: «Accendi la luce, dobbiamo fare il check in» aveva detto al fratello, prima di chiudere gli occhi. Quel volo è stato solo rinviato, perché a due mesi dalla morte Paolo Basso, il meccanico di Costabissara che si è arreso al tumore a 61 anni, ha raggiunto la sua dimora eterna, in quella terra che tanto ha amato e per la quale si è speso tantissimo. Ad accompagnarlo la moglie, Marina Muraro, la figlia Marie, tanti volontari e Maria Vittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava, NPH Italia, con sede a Milano, e un seguito di volontari anche nel Vicentino. Oggi le sue ceneri riposano a fianco della cappella dell’ospedale Saint Damien, e dalla stanza dei pesci, dove vengono accolti i bambini orfani in condizioni gravissime, si scorge il giardino creato attorno alla sua urna. Paolo non c’è più, ma la sua vita è un esempio. Come l’attività di Francisville, la città dei mestieri, e l’officina meccanica che ha contribuito a costruire e oggi dà lavoro a quattro giovani che si sono formati da lui, a Costabissara, più tre apprendisti. «Quando ho visto Francisville ho capito che Paolo aveva ragione» racconta Marina. «Lui diceva che si doveva puntare sulla qualità per avere risultati a lungo termine. Oggi quell’officina è un esempio di come le persone si possono aiutare nella loro terra. È stato difficile staccarmi da lui, ma so di aver fatto la cosa giusta portando le sue ceneri ad Haiti». «È stata un’esperienza bellissima e difficilissima nello stesso tempo» racconta Maria Vittoria Rava. «Quando, nell’aprila di 14 anni fa, leggendo il Giornale di Vicenza, Paolo e Marina, che fino ad allora non avevano voluto figli, hanno deciso di occuparsi di Marie (arrivata in Italia per curare la gravi ustioni riportate in un incendio) non sapevano di essersi buttati in una storia più grande di loro. Un progetto di amore che va oltre. Questa coppia non si è limitata ad adottare Marie. Paolo, con il suo lavoro instancabile, ha avuto l’intelligenza e il cuore di adottare un intero popolo». «Marie oggi prova un dolore infinito, ma lasciare le ceneri del padre ad Haiti le ha dato una forza pazzesca, perché si vede proiettata nella terra dove è nata». Adesso è ancora Marie ad aver bisogno di cure. «Dovrà essere sottoposta a diversi interventi» conferma Maria Vittoria Rava. «Nel frattempo, terminate le scuole medie, ha scelto di studiare come operatore socio sanitario. La Fondazione le metterà a disposizione una borsa di studio e un giorno, forse, potrà tornare nella sua terra. Questa storia ci dimostra come, nella disperazione di Haiti, la solidarietà, il fatto di aiutare ogni ragazzo come se fosse un proprio figlio, serve a fare la differenza». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marialuisa Duso
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