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02.08.2018

Furto in villa alle Pignare Ritorno fatale per la gang

L’indagine è stata coordinata dalla polizia locale dell’Unione
L’indagine è stata coordinata dalla polizia locale dell’Unione

Costabissara come Los Angeles, “Le Pignare” come Beverly Hills e loro cinque, tutti giovanissimi, come i protagonisti del film “Bling Ring”. In grado di individuare, tra le abitazioni più lussuose, quella disabitata, di intrufolarvisi e svaligiarla. Un grande magazzino domestico dove andare e venire, portando via orologi da migliaia di euro, quadri, gioielli, una videocamera subacquea e fasci di banconote in valuta straniera per altre centinaia di euro. La banda di ragazzine dell’“anello sfarzoso” raccontata dalla regista Sofia Coppola esiste, al maschile, anche a Costabissara. Sono cinque, di età compresa tra i 16 e i 20 anni, tutti residenti in paese e a giugno hanno messo a segno un furto, tentandone un secondo, nella villa alle Pignare - quartiere residenziale sul colle di Costabissara - di un facoltoso vicentino, spesso all’estero per lavoro. La prima volta, il 15 giugno, è andata bene; la seconda, qualche giorno dopo, un po’ meno: sulle scale esterne hanno incontrato il padrone di casa, che ha chiamato la polizia. La notizia emerge solo ora, dopo un lungo e complesso lavoro degli agenti dell’Unione dei Comuni che hanno dovuto individuare i cinque componenti del gruppo, effettuare le perquisizioni, recuperare la refurtiva e riconsegnarla al proprietario. Per tutti è scattata d’ufficio una denuncia per furto e ricettazione, compreso l’unico minore, segnalato al tribunale. Si tratta di cinque studenti incensurati e uno di loro, il giorno dopo il secondo tentativo di incursione, era atteso per la terza prova della maturità, che nonostante il polverone sollevato dalla vicenda è riuscito a sostenere. È il pomeriggio di domenica 24 giugno quando il proprietario della villa, rientrando dopo una giornata nella piscina del residence, sul pianerottolo si trova faccia a faccia con due ragazzi. Entrambi provano a giustificarsi, farfugliando qualcosa su un pallone finito in giardino. Peccato però che, una decina di giorni prima, l’uomo avesse subito un furto, non ancora denunciato per mancanza di tempo. Dalla camera erano spariti un orologio Cartier da 4500 euro, una collanina, una videocamera, un quadro e denaro. Non paghi i ragazzi avevano deciso di tornare, per portarsi via anche dell’abbigliamento da sci che avevo adocchiato: del resto entrare, da un garage facilmente accessibile e senza allarme, era stato un giochetto. Una mossa non saggia perché gli agenti intervenuti dopo la chiamata del derubato hanno trovato, addosso ai due giovani, alcune delle banconote straniere precedentemente prelevate. Convocati e perquisiti anche gli altri tre, tra tasche e camerette è spuntato l’intero bottino, meno parte del denaro, già convertito in 200 euro. Davanti a mamme e papà all’oscuro di tutto, la banda ha ammesso colpe e responsabilità ma potrebbe non essere finita. Gli agenti del comandante Ermanno Pianegonda stanno indagando su un altro caso di effrazione nel comprensorio delle Pignare, dove qualcuno avrebbe mangiato e bivaccato all’interno di una delle esclusive proprietà. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giulia Armeni
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