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03.11.2017

«Ancora al volante e in missione per Dio»

Padre Pasquale Di Pietro ha da poco compiuto 95 anni
Padre Pasquale Di Pietro ha da poco compiuto 95 anni

Ma quante ne ha viste padre Pasquale Di Pietro? Il rettore di San Gaetano è oggi l’ultimo testimone di una Vicenza che non c’è più, ma che senza cedere alla nostalgia ha uno sguardo lucido sul presente. Il 2 ottobre ha compiuto 95 anni, risolti meravigliosamente con alimentazione mediterranea, tanto che la commissione medica gli ha rinnovato ancora una volta la patente di guida. E sempre in missione per conto di Dio, padre Pasquale esce con la sua Fiat su corso Palladio per benedire malati e risolvere qualche guaio della sua chiesa.

Il religioso teatino domenica alle 11 celebrerà la messa del suo 70° di sacerdozio, accanto al vescovo Beniamino Pizziol e al superiore della congregazione, padre Salvador Rodea, il messicano che dal giugno 2015 guida i Chierici regolari fondati da san Gaetano Thiene. Accompagneranno la celebrazione i Pueri Cantores diretti da Roberto Fioretto, formazione di voci bianche ben affermata che proprio a San Gaetano mosse i primi passi nel 1983-’84 durante gli spettacoli natalizi.

A mettere un punto fermo in una lunga carriera sacerdotale, il religioso ha pubblicato un altro libro (il 27°) che regalerà agli amici: una settantina di pagine intitolate “Il cristiano: credente e credibile”. Un programma di vita in due parole, perché «credere non è mai stata un’impresa facile ma oggi - dice - è diventata addirittura un’impresa ardua».

Che cosa abbia fatto di lui un personaggio, lo rivelano lo stile sobrio, l’approccio gentile e quell’humor alla Bellavista che gli abita il dna. Nato a Montecalvo Irpino nel 1922, scampò ad un terremoto quando aveva solo otto anni perché sgattaiolò nel lettone dei genitori, mentre la sua camera veniva travolta dalle macerie. Intelligente e sveglio, fu scelto alle medie per studiare in seminario, a Morlupo, come racconta in un libello del 2009, dove ripercorre il suo diario di seminarista. Pagine gustose su una radio ascoltata di soppiatto durante la guerra, sulle letture segrete dei giornali, sugli appostamenti notturni contro i razziatori delle galline che assicuravano le uova agli studenti. E poi l’episodio giudiziario: il seminarista ci impiegò 15 anni a ripulire la fedina penale perché risultò a sua insaputa renitente alla leva. «Per forza ero in un altro esercito, quello di Dio» commenta ammiccando. L’oratorio di Napoli è la sua prima destinazione, anima gli scugnizzi e distribuisce il pane: un giorno dietro la colonna intravvede la madre che ritira cibo per gli altri quattro figli e il marito malato. Non si fa riconoscere per pudore. Dopo Roma e Bari, approda a Vicenza nel 1949: è la provincia che ha dato i natali al suo fondatore, Gaetano Thiene, nobile e brillante giurista chiamato alla cura di poveri e incurabili, in forma comunitaria e con le prime regole dal 1524.

«Vicenza l’ho amata subito - dice padre Pasquale - anche se ho trovato solo macerie. La nostra chiesa era distrutta, c’era da ricreare non solo l’edificio ma anche la comunità». Bussa dai sindaci, stringe alleanze, rende omaggio a cinque vescovi e li invita regolarmente in quella chiesa neoclassica dal passato polemico, nata da un costola di Santo Stefano prima affidata ai teatini e poi tornata alla diocesi nel 1720.

Padre Pasquale e i confratelli effettuano un servizio-cerniera con la società civile: lui è cappellano per 30 anni del Vicenza calcio, assiste spiritualmente i vigili urbani, i dipendenti Aim, i micologi, il coro Gev, è l’assistente dell’Onarmo circolo operaio. E poi si fa fama di predicatore in giro per l’Italia, tiene corsi ed esercizi spirituali. Il suo mantra è: «Hai pregato, figliolo?». Entra dal 1974 nella squadra di Radio Oreb e ne diventa una delle voci, per 22 anni sarà anche il presidente. Nel 1988 viene nominato cavaliere della Repubblica per meriti sociali e civili dal presidente Cossiga; nel 2002 riceve la medaglia d’oro della città dal sindaco Hüllweck. È inventore - lui «prototipo di immigrato in una città presto a colori» scrisse l’amico don Adriano Toniolo sulle pagine del Giornale di Vicenza, con riferimento alla presenza dei soldati Usa dal 1955 - di una singolare manifestazione natalizia ispirata a Sant’Andrea in Valle a Roma, dove all’Epifania si esibivano nel dopoguerra i figli dei dipendenti delle ambasciate. Padre Di Pietro (una lontana e poco volentieri ammessa parentela col giudice Antonio di Mani Pulite) portò a Vicenza “L’Accademia delle Nazioni”, in cui davanti alla statua del Bambino Gesù faceva esibire giovani talenti italiani e stranieri della musica, della danza e del canto. I primi quattro anni venne anche la Rai a riprendere lo spettacolo, poi padre Pasquale non volle più: «I genitori bisticciavano se i figli non erano inquadrati e decisi: basta tv». Dal 1957 divenne un evento oltre che una fucina di musicisti. Si trasformò poi in “Il Natale dei bambini” con la cante di De Marzi, i virtuosi del conservatorio Pedrollo, storici presentatori tra cui Cesca, Boccardi, Freddolini, D’Ausilio. E infine per non lasciar morire la complessa organizzazione inventò ”Quel canto continua...”, in cui confluirono volti e voci di mezzo secolo di vita vicentina. Che dire? «Tutto viene dal Signore e dal popolo di Dio che mi ha aiutato a vivere il suo sacerdozio» è il suo rapido saluto, eppur commosso per un attimo.

Nicoletta Martelletto
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