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05.10.2017

Adirato per la multa
reagì con le stampelle

Un controllo di una pattuglia dei vigili urbani in città. ARCHIVIO
Un controllo di una pattuglia dei vigili urbani in città. ARCHIVIO

Quel giorno era con le stampelle, per un problema di salute, e quando i vigili urbani avevano fermato la vettura condotta da suo figlio che aveva violato il codice della strada era andato fuori di testa. È così finito a processo, accusato di non essere riuscito a trattenersi, e di averne dette di tutti i coloro agli agenti di polizia locale, “colpevoli” di aver multato il ragazzo. Il giudice Carli, dopo un lungo dibattimento durato tre anni, e suddiviso in una decina di udienze, ha condannato Giuseppe Gonzo, 63 anni, residente a Isola in via Piave, a 7 mesi di reclusione, pena sospesa. L’imputato dovrà anche risarcire uno degli agenti, parte civile con l’avv. Lino Roetta, con mille euro e 1.500 di spese legali.

L’imputato, difeso dall’avv. Giuseppe Pantaleone, doveva difendersi davanti di oltraggio e minacce a pubblico ufficiale.

I fatti contestati dalla pubblica accusa erano avvenuti in città il 4 marzo del 2011. In base a quanto ricostruito, il figlio dell’imputato era stato fermato da una pattuglia della polizia locale che gli aveva contestato delle infrazioni in via dei Cappuccini. In auto c’era anche il papà. che non poteva guidare ed era in uno stato psicologico di difficoltà proprio per i guai che aveva dovuto affrontare. L’imputato alcuni anni fa aveva subito un drammatico incidente stradale in cui aveva rischiato la vita, persa dal conducente della vettura.

Per costringere i due agenti ad omettere la sanzione, Gonzo li aveva minacciati: «Vengo a prenderti a casa e ti spacco il muso», aveva detto loro fra l’altro. Non solo: li aveva apostrofati, urlando, con epiteti molto pesanti, tanto da offendere l’onore e il prestigio degli agenti, cercando di sottrarre sè e il figlio, che era alla guida di una Toyota, al controllo e quindi alla multa. L’episodio fu assai movimentato e i vigili, dopo aver identificato Gonzo senior, lo segnalarono per il suo comportamento alla procura, che aveva inteso processarlo.

Quella reazione per Gonzo, imprenditore conosciuto (con qualche grana in passato nei confronti della giustizia, da cui è uscito a testa alta) per la sua pacatezza, si è rivelata un autogol. Per far valere le sue ragioni, dovrà presentare ricorso in Appello dopo il deposito delle motivazioni della condanna.

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