Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.
venerdì, 21 settembre 2018

La clinica da fiaba dove si salvano gli animali feriti

Lulù è uno dei caprioli femmina in cura al centro Cras di Villabalzana, un decespugliatore gli ha spezzato le zampe. FOTO ANTONIO TROGUUn tasso in gabbia consegnato dalla polizia provinciale. FOTO TROGU

Luisa Nicoli Lulù è un capriolo femmina di due anni. E’ stata trovata ferita che aveva solo una settimana: un decespugliatore gli aveva spezzato una zampa. Da allora vive protetta al Centro recupero animali selvatici a Villabalzana di Arcugnano. Non sarebbe in grado di sopravvivere altrimenti. Quest’anno ha sofferto anche per un linfonodo che gli impediva di mangiare. Esame negativo e problema riassorbito con gli antibiotici. Lulù è uno dei tanti esemplari seguiti nel recupero dai volontari dell’Associazione Difesa 2000 Colli Berici onlus che da novembre 2017 ha messo in piedi anche il centro di Villabalzana. Una specie di clinica degli animali immerso nei colli in un’atmosfera da fiaba. Un’ottantina di soci, presieduti da Bertillo Conte di Arcugnano ovvero “l’uomo dei caprioli” perché da quasi un decennio si occupa di recuperare e curare animali feriti. Al centro attualmente ci sono 4 caprioli cuccioli, di cui due con tre sole zampe, e 5 adulti, 3 di questi saranno presto rilasciati. Sono tutti esemplari feriti. Da gennaio ne sono arrivati una ventina. «Riusciamo a salvarne il 50% - spiega Bertillo Conte – i cuccioli vengono feriti dalle falciatrici, gli adulti negli incidenti stradali. Oppure restano incastrati tra le sbarre nei cancelli delle seconde case che ci sono in collina. A volte restano lì per giorni, finchè non arriva qualcuno. Su 8 casi quest’anno, 4 erano già morti, gli altri li abbiamo salvati e due sono stati liberati. Bisognerebbe mettere delle reti per evitare che restino incastrati». A Villabalzana ci sono quasi 4 ettari di terreno recintato tra boschi e prati. Oltre ai caprioli ci sono alcune lepri ferite, portate dalla Polizia Provinciale; un tasso femmina che aveva il bacino fratturato da incidente stradale “è in ripresa ma resterà qui, le allargheremo il recinto” precisa Bertillo Conte; tre pavoni, un muflone e un gheppio, a solo scopo didattico, che verrà liberato a giorni. E poi la voliera con diverse specie di uccelli o rapaci, alcuni al centro dopo essere stati curati dai Veterinari Associati di Thiene, convenzionati con la Provincia, come tortore, quaglie, un’upupa e un picchio rosso maggiore; altri invece detenuti in modo illegale e sequestrati dalla polizia provinciale o dai carabinieri forestali, come fringuelli, lucherini, tordi: «Sono specie protette, molti poi vengono liberati», precisa Conte. Ci sono anche una poiana, con 63 pallini da caccia in corpo e parzialmente cieca «non potrebbe cacciare e quindi resterà al centro» e due allocchi. «Il nostro lavoro sorretto tutto dal volontariato – continua il presidente dell’Associazione – lo scorso anno tra cibo, cure mediche e altro abbiamo speso oltre 9mila euro. Quest’anno quasi 4mila. Abbiamo ricevuto un contributo dalla Provincia di 4mila euro e dai cacciatori di 5mila euro». Il centro di recupero animali selvatici è diventato di riferimento anche per le visite delle scuole elementari e dei centri estivi: quest’anno ha ospitato oltre 400 bambini. Adesso si sta lavorando per creare un sentiero didattico nell’area boschiva. «Qui ci sono 15 specie arboree e 14 arbustive diverse – concludeConte – e un’ex cava in cui si formano le stalattiti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA