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28.10.2016

Anfiteatro sui Colli
«Il Comune sapeva
del sito dal 2002»

ARCUGNANO. «Nessun abuso edilizio. Anzi, dovranno essere altri a giustificare perché s’è costruito accanto a questo sito». Franco Malosso von Rosenfranz («altro che soprannome fantozziano, è il cognome di mia madre, e in tanti Paesi si usa il doppio cognome: io sono nato in Inghilterra») ieri ha passato il pomeriggio in municipio per avere copia dell’accertamento che ha come oggetto il “Complesso monumentale dell’anfiteatro Marittimo Berico Porto degli Angeli”. «Ma nonostante siano passati 30 giorni dall’arrivo della raccomandata – continua il curatore del sito - non riesco ancora ad averli in mano. Quindi con precisione non so ancora di che cosa mi accusano. Credo si riferiscano a delle stuccature in cemento della laguna, dalla quale usciva l’acqua, ed alla posa di una guaina: per questi lavori non credo servano autorizzazioni. Come pure la ricomposizione dopo uno smottamento. Dicono che è stato effettuato un disboscamento? Respingo questa accusa, e ad avvalorare ci sono foto sia dall’alto che di lato. Trovo poi strano questo accertamento dopo ben 14 anni. Fino all’86 il posto era stato trasformato in discarica. Ed io è dal 2002 che chiedo al Comune di venire a dare un’occhiata, a constatare come era stato ridotto il teatro, ma non ho mai visto nessuno». Il musicista, nonché imprenditore («ho un’azienda nel settore satellitare in Inghilterra), afferma che il sito è ben noto alla Soprintendenza dei beni culturali. «E’ da anni che vengono qui periti e catalogatori di beni storici, non di una ma di ben tre Soprintendenze. Senza parlare di studiosi: in questi giorni ad esempio ci sono archeologi libanesi». Franco Malosso von Rosenfranz ribadisce l’origine greca del teatro. «Risale a 3.500 anni fa, divenne il santuario degli Henetoi (veneti). Un primo intervento di recupero è stato eseguito nel 1870, un secondo più recente tra fine anni ’80 ed inizio ’90. Tra il 2001 ed il 2003 è stato soggetto ad un movimento franoso a causa delle edificazioni a monte. Quando con la proprietà Lendomar Holdings Investment Ltd siamo entrati abbiamo trovato escavazioni e passaggi di ruspe, con blocchi della gradinata portati via. Stiamo dandogli una nuova vita: la maggior parte dei gradoni di oggi risalgono ad una cinquantina d’anni fa. Le statue e le colonne? Si tratta solo di arredo scenico, nessuno ha mai sostenuto siano autentiche». Greci ma non solo. «Romolo e Remo sono partiti da Arcugnano. Sembra una sparata, ma così non è. Come sostiene il filosofo Strabone, i Celti di mare, poi chiamati Henetoi, si sono mischiati con le tribù provenienti dalle Alpi Giulie, colonizzando il territorio che va da Arcugnano ad Este. E da qui poi si spinsero fino a Roma. La leggenda di Romolo e Remo parte da qui».

Giorgio Zordan
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