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17.10.2017

Ici e Imu, evasi due milioni in 4 anni

Il Municipio di Altavilla può disporre di nuove risorse grazie ai controlli. ARCHIVIO
Il Municipio di Altavilla può disporre di nuove risorse grazie ai controlli. ARCHIVIO

Un milione di euro dagli accertamenti di Ici e Imu. È quanto ha incassato il Comune di Altavilla dal 2013 a settembre 2017, da quando cioè ha affidato alla cooperativa “Rete Sociale Tributi” di Brescia l’incarico di istituire una banca dati completa e aggiornata per far arrivare direttamente alle famiglie, oltre 5000, e alle aziende, un migliaio, le bollette già predisposte per il versamento delle imposte.

L’anno migliore per il recupero di quanto non versato è stato proprio questo: finora l’Amministrazione ha incassato 270 mila euro. «Di cui 64 mila euro di residuo di Ici - precisa il vicesindaco e assessore al bilancio Carlo Dalla Pozza - ma mancano ancora tre mesi e contiamo che la cifra possa aumentare».

Nel 2013 sono stati recuperati 193 mila euro, nel 2014 circa 66 mila, 240 mila euro l’anno successivo e 192 mila euro nel 2016.

«In realtà l’accertamento complessivo nei quattro anni era per una cifra molto più alta, di oltre 2 milioni di euro - continua Dalla Pozza - ma una parte cospicua, circa il 35-40 per cento, è stata rateizzata e quindi gli incassi arriveranno anche nei prossimi anni. Un’altra parte della somma invece è legata a contenziosi ancora aperti».

Il Comune ha scoperto grazie all’istituzione di una banca dati completa fra i 150 e i 200 casi praticamente sconosciuti all’anagrafe fiscale, che mai avevano versato Ici o Imu, ma anche tante situazioni minori. «Da chi ha sbagliato l’importo o l'aliquota, a chi non ha dichiarato un’area edificabile considerandola l’orto di casa, alle situazioni legate a parte di eredità. Per le attività produttive e le aziende invece nella maggior parte dei casi si tratta di mancati versamenti per difficoltà economiche, alcune sono anche fallite - precisa il vicesindaco -. È il caso di un’azienda che per cinque anni non ha pagato l’Imu e ha un debito di oltre 250 mila euro, non ha presentato ricorso e non ha la possibilità di pagare, così ha posto una ipoteca volontaria su un cespite a garanzia del pagamento che sta effettuando con rate mensili».

«Un altro importo simile - aggiunge Dalla Pozza - riguarda un altro caso, relativo ad un terreno, con Imu mai versata. Quando si tratta di aree edificabili siamo comunque disponibili a verificare con il contribuente gli importi e stiamo valutando la possibilità di ridurre i valori minimi proprio per le aree edificabili».

Un milione di euro recuperato in quattro anni è servito per finanziare le spese correnti dell’Amministrazione comunale, con benefici che sono ricaduti sui cittadini. «Grazie agli incassi dagli accertamenti è stato possibile evitare di aumentare tariffe di mensa e trasporti - continua Dalla Pozza - oltre a mantenere invariati i costi per l’utilizzo di campi e palestre. Di buono c'è che per la categoria D, ovvero capannoni e opifici industriali, mentre l’imposta va versata allo Stato e all’Amministrazione resta solo lo 0.4 per mille, l’accertamento finisce tutto nelle casse comunali. Il bilancio quindi è positivo anche se i tempi non sono immediati e tanti ricorsi sono ancora aperti. Da questi, ne vincessimo anche la metà, potrebbero arrivare altri 300 mila euro, ma è probabile che molti finiranno per chiedere la rateizzazione in cinque anni».

Luisa Nicoli
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