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02.01.2018

A Ghizzole di Montegaldella un razzetto ha colpito un ragazzo all’addome

Franco Pepe Valentino Gonzato C’è chi ha rischiato di perdere un occhio, chi si è visto esplodere un fuoco d’artificio in mano e chi è stato colpito da un petardo all’addome. Secondo quanto riferito dalla questura, sono sei i vicentini feriti dai botti di Capodanno, tre dei quali minorenni. Un numero così alto non si registrava dal 2012. Oltre che per loro sei, è stata una notte da dimenticare pure per due soldati americani e un vicentino che sono finiti al pronto soccorso con tagli provocati da cocci di bottiglia. L’incidente più grave è capitato a una bambina statunitense di 9 anni, che abita in città. Durante i festeggiamenti, una manciata di minuti dopo lo scoccare della mezzanotte, un fuoco d’artificio acceso dal padre le è esploso a pochi centimetri dall’occhio sinistro. I genitori hanno chiesto aiuto al Suem, che ha trasportato la malcapitata al pronto soccorso del San Bortolo. Dopo una notte trascorsa in osservazione, ieri mattina la bambina è stata operata ed è ora ricoverata nel reparto di oculistica: non dovrebbe subire lesioni permanenti. La più giovane dei feriti è invece una bimba di 4 anni, residente a Bressanvido, rimasta ustionata a una mano. I genitori l’hanno accompagnata in automobile al pronto soccorso, dove i medici hanno constato una lesione di secondo grado. Dopo essere stata medicata in chirurgia plastica, la piccola è stata dimessa con otto giorni di prognosi. È andata peggio a Silvano Gaspari, 19 anni, di Montegalda, che aveva deciso di festeggiare l’arrivo del nuovo anno con alcuni amici a Ghizzole di Montegaldella. Il giovane non ha nemmeno avuto il tempo di stappare la bottiglia di spumante che un petardo lanciato da qualcuno gli è scoppiato addosso. Gaspari è stato quindi soccorso da un’ambulanza e ha riportato una ferita abbastanza profonda all’addome, che, salvo complicazioni, dovrebbe rimarginarsi in un paio di settimane. Arben Gumeni, albanese di 55 anni, che abita in città, e Michele Ongaro, di 37 anni, di Altavilla, si sono invece presentati da soli al San Bortolo. Entrambi sono rimasti ustionati a una mano da un fuoco d’artificio: il primo dieci minuti prima della mezzanotte; il secondo poco dopo, mentre brindava al nuovo anno a Sovizzo. Tutti e due sono stati medicati in chirurgia plastica e dimessi nel giro di qualche ora. L’ultimo dei feriti dai botti di Capodanno, infine, è un ragazzino di 11 anni, residente in città, che stava festeggiando a Loreggia in provincia di Padova. Il ragazzino era in compagnia di alcuni amici e stava facendo esplodere alcuni petardi, quando uno di questi gli è scoppiato in mano. Portato all’ospedale di Camposampiero, ha riportato ustioni e ferite alle dita e gli sono stati applicati alcuni punti di sutura. Dopodiché, ha lasciato l’ospedale con una prognosi di 18 giorni. Non si può annoverare tra i feriti, ma è comunque finita al pronto soccorso a causa dei botti, anche una ragazza di 22 anni, che abita in città: il fumo dei fuochi d’artificio le ha provocato una congiuntivite acuta ed è stata visitata nel reparto di oculistica. Quello appena trascorso non verrà ricordato come il miglior Capodanno in assoluto della propria vita anche da un vicentino di 20 anni e da due militari americani di stanza in città. Tutti e tre si sono visti applicare alcuni punti di sutura dai medici del San Bortolo per essersi tagliati con dei cocci di vetri durante il veglione. Il vicentino si è reciso il tendine di una mano, mentre i soldati si sono tagliati il dorso della mano e un dito mentre stavano rompendo alcune bottiglie, forse dopo aver alzato un po’ troppo il gomito. Oltre al numero dei feriti, nella notte a cavallo tra il vecchio e nuovo anno si è registrato pure un aumento notevole delle telefonate al centralino del Suem rispetto al solito: più di 200. Nella maggior parte dei casi si è trattato di richieste di interventi per patologie mediche. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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