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15.09.2017

Pfas, ascoltato
in prefettura
ad della Miteni

La commissione bicamerale in visita alla Miteni
La commissione bicamerale in visita alla Miteni

TRISSINO. L’amministratore delegato di Miteni, Antonio Nardone, è stato ascoltato oggi in prefettura a
Vicenza dai componenti della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite in ambito ambientale relativamente al caso Pfas. Nardone ha ribadito che la proprietà e gestione attuali non erano a conoscenza di quelle analisi i cui risultati certamente non si trovavano nello stabilimento di Trissino ed erano stati commissionati della precedente proprietà e mai portata conoscenza di quella attuale. L’azienda peraltro ha realizzato nel 2013 campionamenti dei terreni con risultati del tutto diversi da quelli in possesso del Noe.

L’amministratore delegato questa mattina ha consegnato i documenti che dimostrano come all’inizio degli anni Novanta, l’allora proprietà Mitsubishi avesse provveduto a una profonda bonifica dell’area rimuovendo oltre 300 tonnellate di terreno. Pertanto i terreni interni allo stabilimento sono stati consegnati già vent’anni fa alle proprietà successive bonificati dai rifiuti.
Nardone ha poi presentato i dati sugli scarichi dell’azienda da cui si rileva che tutte le emissioni rispettano addirittura i limiti per le acque potabili. La Commissione aveva visitato ieri mattina per oltre due ore lo stabilimento Miteni di Trissino dove hanno voluto approfondire tutte le tematiche e in particolare quelle relative alla depurazione degli scarichi e alla bonifica della falda.
«È un atto di grande valore istituzionale che i parlamentari abbiano deciso di venire a conoscere direttamente la situazione - ha osservato Nardone - Una situazione che rispetto ai lavori svolti precedentemente dalla commissione è cambiata anche per una sentenza chiarissima del tribunale Superiore delle acque pubbliche che ha indicato nell’intervento sulle decine di scarichi degli utilizzatori di Pfas la soluzione per affrontare il problema, mentre fino ad oggi ci si è concentrati solo su Miteni che in questa sentenza non è nemmeno citata. Nelle prossime settimane si conosceranno per la prima volta i dati su questi scarichi e dopo le doverose verifiche sono certo che lo scenario attuale e storico sulle cause dell’inquinamento avrà connotati completamente diversi».

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