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05.09.2018

In cella in Libano
«Nel mirino pure
un'università»

Karim Bachri, il 24enne recluso in una caserma a Beirut
Karim Bachri, il 24enne recluso in una caserma a Beirut

TRISSINO. Agli inquirenti libanesi che lo hanno arrestato l’8 marzo scorso, Karim Bachri, il 24enne di Trissino che da sei mesi si ritrova recluso in una caserma a Beirut, avrebbe raccontato che, dopo essere entrato in contatto con una sedicente organizzazione terroristica sul web, sarebbe stato pagato per monitorare alcuni di siti sensibili nella capitale libanese. Tra questi anche l’Usak, Université Saint-Esprit de Kaslik. Un’università privata fondata dai cristiano maroniti.

 

Perché? Qual era il reale motivo del viaggio di Bachri? La procura militare di Beirut sul caso ha aperto un’inchiesta e sta indagando per «tentato attentato» cercando di capire quale ruolo avesse effettivamente Bachri. Che dal momento del suo arresto si trova in isolamento con la possibilità di avere solo un’ora d’aria al giorno.
 

M.B.
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