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24.10.2017

I vigneti sono “bio”
Quattromila ettari
liberi dalla chimica

L’intervento di Claudio Zambon
L’intervento di Claudio Zambon

«Non criminalizziamo le aziende del passato, ma guardiamo avanti e con attenzione alle nuove opportunità, quindi anche al biologico in un settore importante come il vitivinicolo, per rispondere ad una crescente richiesta, in questa direzione, da parte del consumatore, che vuole un prodotto di qualità, buono, ma anche frutto di un’agricoltura eco-sostenibile». Con queste parole, condivise dal presidente di Coldiretti Vicenza e Veneto, Martino Cerantola, il presidente di zona della Coldiretti di Lonigo, Claudio Zambon, è intervenuto al convegno “Qualità nel vigneto, prospettive per l’ambiente”, svoltosi a Villa La Favorita a Monticello di Fra, Sarego.

Dopo i saluti del sindaco, Roberto Castiglion, Daniele Fontanive di Valore Italia ha ricordato, nella parte tecnica dell’incontro, il ruolo dei Centri di assistenza agricola nell’accompagnamento delle imprese alla certificazione bio. «Soprattutto per il vitivinicolo - conferma Fontanive - la redditività è sicura ed arriva nel breve termine. Dal 2015 ad oggi le aziende vitivinicole che si sono convertite al bio sono cresciute costantemente».

«Il Veneto, con quasi 90 mila ettari di vigneto, è la terza regione italiana per superficie e, con 9 milioni di ettolitri, la prima per produzione – ha concluso Cerantola -. Ci distinguiamo non solo per l’export di vino di qualità, del valore di 2 miliardi di euro, ma anche per la produzione bio, a cui dedichiamo 4 mila ettari, il 29 percento della superficie regionale ormai destinata alle produzioni seguite con metodi alternativi alla chimica». M.G.

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