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19.03.2017

Centrò la vettura
L’anziano morì
Condanna: 8 mesi

Il terribile schianto avvenuto a Trissino il 22 settembre 2015
Il terribile schianto avvenuto a Trissino il 22 settembre 2015

Quel dramma stradale avvenne per un concorso di colpa: se il pensionato era uscito da una strada laterale senza prestare la dovuta precedenza - a dire il vero, un camion gli aveva fatto cenno di lasciargli spazio -, il motociclista non mantenne una velocità consona al tratto, ai limiti e ai lavori, e centrò in pieno l’utilitaria dell’anziano. Quest’ultimo, Alessandro Sanmartin, 90 anni, di Castelgomberto, morì qualche giorno dopo il ospedale, lo scooterista subì lesioni molto gravi e venne ricoverato in rianimazione.

L’altra mattina, in tribunale, accogliendo la richiesta della procura, il giudice Gerace ha condannato a 8 mesi di reclusione (pena sospesa), al termine del processo con rito abbreviato, Giampietro Padovan, 55 anni, residente ad Arzignano in via Giuliani. L’imputato, assistito dall’avv. Alessandro Zanonato, doveva rispondere di omicidio colposo (l’incidente avvenne prima dell’introduzione del reato di omicidio stradale); il tribunale gli ha sospeso la patente per 5 mesi.

Il terribile schianto avvenne a Trissino, lungo la strada provinciale 246, la mattina del 22 settembre del 2015. L’imputato era in sella ad una moto Gilera Nexus 500 e stava viaggiando verso Montecchio, Sanmartin, alla guida di una Fiat Panda, stava uscendo da via Oltreagno di Sopra. L’impatto fu violentissimo: la moto colpì la vettura proprio dalla parte del conducente, che venne portato in ospedale in condizioni gravissime. Morì ad Arzignano il 27 settembre successivo. Anche Padovan, come detto, rimase ferito molto gravemente.

La procura contestava allo scooterista in particolare la velocità troppo elevata: 69 chilometri orari in un tratto in cui il limite - per via dei lavori - era di 30, come ricostruito dalla polizia locale e dai carabinieri di Trissino, e da una consulenza tecnica disposta dal magistrato, che aveva chiesto il rinvio a giudizio per aver «mantenuto una guida concretamente pericolosa non prestando la dovuta attenzione nell’approssimarsi di un’intersezione stradale».

La famiglia della vittima, che abitava in via Ortigara e che lasciò nel dolore tre figli, assistita dal’avv. Cristina Lorenzin, era stata già risarcita e non si è costituita parte civile.

Vista la pericolosità di quell’incrocio (denominato Jolly), teatro di numerosi incidenti, poco dopo lo schianto in cui ha perso la vita l’anziano vennero avviati i lavori per la costruzione di una rotatoria, attesa da molti anni, oggi realizzata. D.N.

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