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20.09.2017

Autobus sovraffollati
Studenti lasciati a terra

Studenti stipati o lasciati a terra alle fermate dell’autobus
Studenti stipati o lasciati a terra alle fermate dell’autobus

Caos e nervi tesi alle fermate delle Svt dell’Ovest Vicentino. In questi primi giorni di scuola numerosi ragazzi, pur con l’abbonamento, non riescono a salire sugli autobus, perché in soprannumero, e a raggiungere in tempo il loro scuole ad Arzignano.

TRISSINO. Urla di disappunto si sono levate ieri alla fermata in centro a Trissino dove ogni giorno numerosi studenti attendono la corriera delle 7.15 per raggiungere il “centro studi” di Arzignano. Una corsa che, da tabella oraria, sarebbe di 20 minuti. Quando le porte dell’autobus si aprono, però, non c’è spazio per tutti. Anzi. Lunedì sono stati almeno 15 i ragazzi, con regolare abbonamento, a restare a piedi. Ieri, la cifra è salita a 28 giovani abbonati che non sono stati messi nelle condizioni di raggiungere in orario i loro istituti arzignanesi. Una situazione che, secondo le testimonianze, si replica praticamente ogni anno in questo periodo. La scena è sempre la stessa: i primi ragazzi che riescono ad avvicinarsi alle pedane per salire sul bus, non senza qualche spintone, devono stringersi per convivere con chi è salito alle fermate precedenti. Chi riesce a trovare uno spazio si accalca in piedi. Qualcuno, poi, è costretto a rimanere sui gradini d’accesso. E loro, comunque, sono quelli fortunati, perché per gli altri invece la salita resta solo un miraggio. In più, c’è anche una questione relativa alla sicurezza per chi è riuscito a trovare un varco sul pullman Svt vista la calca: se ad ogni frenata c’è un concreto rischio di caduta, cosa potrebbe accadere in caso di incidente?

MONTECCHIO. Sessanta in due giorni. È il numero degli studenti di Montecchio Maggiore che sono rimasti a terra lunedì e martedì mattina, nelle fermate di viale Europa e al Duomo, dai pullman dell’Svt che dovevano portarli alle scuole superiori di Arzignano. Non inferiore, poi, è anche il numero di studenti castellani che non sono riusciti a prendere la corriera da Vicenza verso Montecchio al termine delle lezioni. La denuncia del disagio arriva da diversi genitori, fra cui anche i consiglieri comunali Maurizio Meggiolaro e Enrico Bomitali. «A volte siamo talmente tanti che non si riesce a respirare - spiegano alcuni studenti - ma ci riteniamo fortunati perché almeno arriviamo a scuola in tempo per l’inizio. Se rimani a terra sei costretto ad aspettare che passi la corriera successiva, oltre mezz’ora dopo, e si entra alla seconda ora». «Al ritorno - proseguono - sembra l’assalto alla diligenza, tutti corrono e spingono per salire. A volte fai il viaggio sugli scalini. Eppure l’abbonamento dobbiamo pagarlo». La tratta Montecchio-Vicenza ammonta infatti a 320 euro annui, a cui si sommano ulteriori 60 euro per i bus cittadini mentre l’abbonamento da Montecchio ad Arzignano è di 260 euro. Situazione simile si verifica anche nella tratta Montecchio-Vicenza e viceversa. «Per l’abbonamento di entrambi i miei figli che frequentano istituti superiori di Vicenza ho pagato oltre 700 euro - afferma il consigliere comunale castellano Meggiolaro - ma non si ha un servizio, bensì un disservizio. È già capitato che non siano riusciti a prendere la corriera al ritorno perché era strapiena. Non capisco il motivo per cui l’azienda di trasporti non raddoppi il numero dei mezzi per evitare queste situazioni». «Gli autobus sono sempre stipati all’inverosimile - aggiunge il consigliere Bomitali - restare in piedi sembra una normalità. Tutto questo è assurdo».

Antonella Fadda Karl Zilliken
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