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13.01.2018

Manca la gara per i lotti boschivi Architetto in aula

Il municipio di Recoaro, dove ha sede l’ufficio tecnico
Il municipio di Recoaro, dove ha sede l’ufficio tecnico

Diego Neri Il caso dei lotti boschivi sul monte Civillina finisce nelle aule di tribunale. Nei giorni scorsi, è stato infatti rinviato a giudizio l’architetto Roberto Luna, 60 anni, residente in paese, per molti anni responsabile dell’ufficio tecnico comunale. L’imputato, difeso dagli avv. Andrea Balbo e Giovanni Ferasin, dovrà rispondere di un’ipotesi di abuso d’ufficio, ma contesta fieramente le accuse e professa la sua innocenza. La vicenda che vede coinvolto il professionista, accusato dalla procura con il pubblico ministero Sorvillo, è complessa e annosa. A Recoaro, vista anche l’estensione dei boschi nel territorio, e il loro utilizzo, soprattutto nei decenni passati, come fonte di reddito e sostentamento per le famiglie, il territorio era diviso in lotti, affidati ai privati. Nella zona del monte Civillina esistevano, nelle carte del municipio, 84 lotti, di cui 42 occupati, e altrettanti mai assegnati direttamente. Per adeguarsi alla normativa, la giunta comunale ancora nel 2004 aveva deliberato che, ad ogni scadenza contrattuale, i lotti censiti dovessero essere aggiudicati attraverso un’asta pubblica. In realtà l’architetto Luna, contesta il magistrato, non lo aveva fatto; anzi, aveva continuato a rinnovare le concessioni ormai scadute, fino a quando non era intervenuto il commissario prefettizio Domenico Lione, che era salito a Recoaro nel 2012, quando era caduta la giunta Perlotto. È questa una delle contestazioni, che fa seguito alle indagini della Forestale; per il pm, Luna avrebbe proseguito il reato dal 2009 fino alla primavera del 2013. Nel dettaglio, l’imputato, pur a conoscenza del fatto che 42 lotti boschivi erano occupato abusivamente e che ne mancavano altrettanti da censire, da parte di cittadini residenti soprattutto a Recoaro, avrebbe omesso la procedura prevista per il ripristino. In questa maniera, chi avesse voluto - e qualcuno, sottolinea la Forestale, si era fatto avanti - “insediarsi legalmente in tali fondi” passando attraverso la gara aveva subito un danno economico. Perché periodicamente le vecchie assegnazioni venivano rinnovate. All’epoca, la Forestale aveva segnalato in procura anche gli ex amministratori, ma il magistrato ha ritenuto di procedere solo con l’architetto. La difesa è però certa di poter dimostrare l’innocenza di Luna in dibattimento. I lotti, che servivano soprattutto allo sfalcio, non avevano mai avuto dei confini chiari e precisi, ma i loro conduttori si erano sempre regolati alla bell’e meglio. Per poter procedere ad un’asta seria, era necessario occuparsi in maniera determinata dei confini di ciascuno; ma, all’epoca, l’ufficio tecnico comunale non godeva di alcuno strumento adeguato; il lavoro sarebbe in corso in questi mesi, con Gps e droni, ma anni fa si trattava di un’impresa impossibile. Non solo: in Comune nessuno si era fatto avanti, senza dire del fatto che non vi sarebbe stata la volontà politica effettiva di procedere con le misurazioni. E così, scadenza dopo scadenza, la questione dei lotti civici si era trascinata, ma senza che Luna commettesse alcun reato. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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