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19.08.2018

Bella e incompiuta «Ora a villa Tonello servono gli interni»

Villa Tonello come si presenta dopo il recupero degli esterni. L.CRI
Villa Tonello come si presenta dopo il recupero degli esterni. L.CRI

Villa Tonello bella a metà. Dopo anni di incuria e degrado, che l’avevano portata a rischiare di crollare, è tornata agli antichi splendori ma solo nella parte esterna. «Ora l’opera va conclusa perché anche gli interni devono essere sistemati. Il pericolo infatti è quello, tra qualche anno, di dover ricominciare tutto daccapo». A sostenerlo è Marialberta De Marchi Fantelli, presidente della sezione di Schio di Italia Nostra, con competenza sull’Alto Vicentino, che si è recata nei giorni scorsi con un gruppo di esperti e appassionati al compendio termale per ammirare da vicino i lavori di restauro effettuati. «Un intervento importante -sottolinea De Marchi Fantelli- a cominciare dalla sistemazione del tetto per passare poi al recupero di fregi e decorazioni». Non è però tutto rose e fiori perché la messa a nuovo ha riguardato soltanto gli esterni. «Bisognerebbe intervenire all’interno della struttura in modo che non si vadano a compromettere i lavori effettuati all’esterno - prosegue la presidente -. Inoltre per valorizzare l’edificio sarebbe bello che fosse un qualcosa di vivo, di aperto al pubblico o perlomeno la sede di qualche ufficio. Un luogo vissuto infatti sicuramente si conserva meglio di qualcosa di chiuso. Inoltre all’esterno andrebbe posizionato un totem, della cartellonistica che spieghi di che cosa si tratta e dia informazioni. L’altro giorno ho fatto io da cicerone per un gruppo di persone affascinate dalla struttura che si chiedevano di che cosa si trattasse». La presidente affronta poi un’altra questione: «Per fare in modo che la villa torni agli antichi splendori come l’aveva concepita l’architetto Antonio Caregaro Negrin andrebbe eliminato l’asfalto che la circonda. Villa Tonello di fatto occupa una grossa aiuola circondata dal manto stradale in pessime condizioni. Sarebbe molto bello poterlo togliere e tornare ad avere dell’erba o, in alternativa anche della ghiaia: il villino era stato concepito per essere inserito in un paesaggio con la natura a farla da padrona». Negli scorsi anni “Italia Nostra” si era interessata all’edificio inserendolo nella “lista rossa” vale a dire quelle opere che hanno bisogno di interventi. Villa Tonello è infatti uno dei tesori dell’architettura italiana della seconda metà dell’Ottocento, realizzato tra il 1863 e il 1868. «Per quanto riguarda il compendio termale nel suo complesso -sottolinea De Marchi Fantelli- ho potuto ammirare un parco ben tenuto, in ordine che con le ortensie e i tanti fiori garantisce un colpo d’occhio notevole. Gli edifici, gli ex alberghi, avrebbero bisogno di un recupero anche se dal punto di vista artistico è villa Tonello il fiore all’occhiello della zona». I lavori al tetto e all’esterno dell’edificio si sono conclusi lo scorso giugno. L’edifico, di proprietà della Regione, rappresenta il biglietto da visita per tutto il compendio termale. Nell’ultimo anno è stata ristrutturata la copertura e poi tutte le facciate con le decorazioni, investendo circa 300 mila euro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Cristina
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