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16.03.2019

Profugo per amore
rinasce “ciclista”
per fare l’operaio

La bici, oltre al pullman, è il mezzo di trasporto per andare al lavoro
La bici, oltre al pullman, è il mezzo di trasporto per andare al lavoro

VALDAGNO. Salifou è fuggito per amore e oggi pedala per conquistarsi una vita piena e libera. Nel suo Paese, il Burkina Faso, «un musulmano non può sposare una cristiana». Per questo è stato costretto a lasciare la propria terra. Oggi Salifou ha 29 anni, quella ragazza cristiana è diventata sua moglie e la loro vita è arricchita da 3 figli. Ma per realizzare questo sogno, nel 2012, sono emigrati, rifugiandosi in Libia. Quattro anni lì, in condizioni precarie, finché nel 2016 hanno attraversato il Mediterraneo e raggiunto l'Italia. Ora Salifu vive a Recoaro, dove è stato accolto nel sistema Sprar per i richiedenti asilo. Ha preso parte a un percorso di formazione, ha fatto corsi e chilometri. Tanti. In bicicletta, per lo più. Da Recoaro a Montorso, cento chilometri al giorno, per un tirocinio. E ora un lavoro a Santorso, da pendolare quotidiano in pullman e sui pedali. «Da quando, ad ottobre 2017, sono arrivato in vallata - racconta - ho trovato tutto. Grazie alla cooperativa “Studio Progetto” ho imparato l’italiano, ho un lavoro e un alloggio a Recoaro dove vivo con la mia famiglia». Salifou spera che il permesso umanitario con cui vive qui sia trasformato in permesso di soggiorno per lavoro. Intanto, cresce una famiglia e pedala.

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