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15.03.2019

Nessun abuso, la maestra è assolta

La scuola elementare di Ponte dei Nori: la maestra è stata assolta dalle accuseLa procura contestava un presunto abuso di mezzi di correzione
La scuola elementare di Ponte dei Nori: la maestra è stata assolta dalle accuseLa procura contestava un presunto abuso di mezzi di correzione

L’accusa con cui Emanuela Romana Olga Farina, maestra elementare di 56 anni, era finita a giudizio, era pesantissima: avere alzato le mani su uno dei suoi piccoli alunni, strattonandolo fino a farlo sbattere contro un termosifone e quindi cadere a terra. Ma in aula la realtà emersa è stata tutt’altra. E la maestra, difesa dall’avvocato Antonio Marchesini, l’altro giorno, al termine del dibattimento, è stata assolta dal giudice Ivana Taschin «perché il fatto non sussiste». L’EPISODIO. È l’8 giugno 2015, praticamente gli ultimi giorni dell’anno scolastico. Alla scuola elementare di Ponte di Nori, frazione di Valdagno, si stanno tenendo le ultime lezioni. E quella mattina, l’8 giugno appunto, il ragazzino al centro della vicenda sarebbe stato oltremodo vivace. Tanto che l’insegnante, secondo l’accusa, avrebbe perso la pazienza e non riuscendo in nessun modo a farsi ascoltare, avrebbe strattonato il piccolo alunno per indurlo a uscire dalla classe. Un’azione concitata e nervosa che avrebbe fatto cadere il ragazzino ferendolo. Una volta tornato a casa, il bambino aveva cominciato a lamentare un fastidioso mal di testa e i genitori, ai quali aveva raccontato la sua versione dei fatti, prima lo avevano accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale San Lorenzo, dove gli era stata riscontrata una «contusione nucale» con una «rettificazione del rachide cervicale»; quindi erano andati in caserma dai carabinieri a denunciare la maestra. Che però aveva sempre respinto la ricostruzione dell’episodio e le accuse. L’INCHIESTA. Dopo la segnalazione presentata ai militari dell’Arma, la procura aveva aperto un’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Barbara De Munari. Che una volta chiuse le indagini aveva citato a giudizio la maestra accusandola di abuso di mezzi di correzione. E nei mesi scorsi si era quindi aperto il dibattimento davanti al giudice Ivana Taschin. IL PROCESSO. Nel corso del processo sono stati ascoltati numerosi testimoni e i loro racconti sono stati messi a confronto. Alla fine la verità processuale emersa è stata diametralmente opposta rispetto ai fatti contestati alla maestra. Che si è sempre difesa sostenendo come quel bambino fosse sì vivace e che quella mattina lo aveva mandato fuori dalla classe per darsi una calmata; negando però nella maniera più assoluta di averlo strattonato e sbattuto fuori, e che lui fosse caduto a terra. E a riprova di quanto ha riferito l’insegnante ci sono state le testimonianze di due colleghe, fra cui l’altra insegnante di quella classe, che ha confermato quanto riferito dall’imputata. Così, al termine del dibattimento, Emanuela Romana Olga Farina è stata assolta con formula piena perché il fatto non sussiste. «Così com’è stato contestato, il fatto non è mai successo - commenta l’avvocato Antonio Marchesini -. La verità è quindi emersa, con grande soddisfazione della mia assistita. La sentenza è arrivata al termine di un contraddittorio pieno in cui sono state ascoltate tutte le parti in causa. Alla fine è emerso che la versione data dal ragazzo non esisteva. Le cose sono andate in maniera ben diversa, e lo abbiamo dimostrato in aula». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Bernardini
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