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05.08.2016

La Recoaro ora è olandese
Venduti impianti e acqua

La protesta di ieri mattina di alcuni lavoratori della Recoaro in piazza Castello a Vicenza. COLORFOTO
La protesta di ieri mattina di alcuni lavoratori della Recoaro in piazza Castello a Vicenza. COLORFOTO

La Recoaro diventa olandese. La Nestlè-Sanpellegrino ha firmato un accordo preliminare per la cessione dello stabilimento di Recoaro alla multinazionale olandese Refresco, che già opera in altre quattro sedi italiane. L’intesa prevede la cessione a Refresco della struttura e del marchio  Recoaro, con l’acqua oligominerale, mentre Gingerino e Acqua Brillante rimangono di proprietà di Nestlè-Sanpellegrino. Per i prossimi 5 anni le bibite saranno ancora prodotte nello stabilimento di Recoaro, ma il futuro è un grosso punto interrogativo. Se per Nestlè-Sanpellegrino infatti cinque anni sono un periodo medio-lungo, per i sindacati equivalgono a un battito di ciglia.

Questo quanto emerso dall’incontro di ieri che si è svolto nella sede di Condinfustria a Vicenza. Erano presenti i vertici di Nestlè-Sanpellgrino, di Refresco, i rappresentanti nazionali dei sindacati e Giosuè Mattei di Flai Cgil, Daniele Zambon di Fai Cisl e Nicola Storti della Uila che hanno seguito in prima persona tutte le fasi della vicenda.

L’accordo tra Nestlè-Sanpellegrino e Refresco comprende quindi l’avvio di una partnership tra le due aziende per Acqua Brillante e Gingerino, che rimarranno di proprietà di Sanpellegrino e continueranno a essere prodotte a Recoaro insieme ad altri aperitivi a marchio Sanpellegrino.  «Abbiamo individuato nel Gruppo Refresco un partner solido ed esperto del settore, in grado di sviluppare  il business dell’acqua minerale Recoaro e di supportare la continuità occupazionale sul territorio, valorizzando un marchio che intreccia la sua storia con le tradizioni locali e vanta un forte legame con Recoaro Terme - osserva Stefano Agostini, presidente e amministratore delegato del Gruppo Sanpellegrino -. Con Refresco condividiamo anche l’obiettivo comune di accrescere ulteriormente la presenza sul mercato di Acqua Brillante e Gingerino».

La conclusione della vicenda non va nella direzione auspicata da lavoratori, sindacati e politica. Sono stati molti gli scioperi con cortei nel centro della cittadina per difendere i marchi storici sperando di riuscire a incidere sulla scelta di Nestlè-Sanpellegrino vale a dire che la vendita non fosse uno spezzatino ma comprendesse anche Gingerino e Acqua Brillante. Da un paio di mesi, oltre ai sindacati, i rappresentanti politici locali sono scesi in campo per la difesa dei marchi. A questi si era aggiunta la Regione con l’assessore al lavoro Elena Donazzan salita in due occasioni a Recoaro e i 120 sindaci della Provincia guidati dal presidente Achille Variati. Variati in prima persona aveva scritto con i colleghi sindaci al gruppo Nestlè-Sanpelllgrino ricordando che «Recoaro è una storica realtà aziendale, i cui prodotti rappresentano la sintesi tra le risorse naturali del territorio e l'alta professionalità lavorativa locale».

È stato anche costituito un Comitato istituzionale per il futuro dello stabilimento delle Acque di Recoaro, presieduto dal sindaco di Recoaro Giovanni Ceola che non pare avere dato i frutti sperati.

Luigi Cristina
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