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15.04.2018

Incidenti stradali Ridotti del 25% con la prevenzione

La rotatoria della “Melonara”, a Cornedo, è uno dei punti nevralgici citati nella mappa
La rotatoria della “Melonara”, a Cornedo, è uno dei punti nevralgici citati nella mappa

Una mappa degli incidenti stradali verificatisi lungo le strade di competenza del consorzio di polizia locale “Valle Agno”, vale a dire quelle che si estendono sui territori dei Comuni di Recoaro, Valdagno, Cornedo e Castelgomberto.Un modo per ricordare che in alcuni punti occorre alzare ulteriormente l’asticella dell’attenzione, anche se i dati resi noti recentemente fanno ben sperare, visto che il numero degli incidenti è diminuito sensibilmente negli ultimi anni. E questo grazie alla prevenzione e agli interventi per rendere più sicure le strade cittadine e del territorio. In merito alla decisione di rendere pubblica la mappa il comandante della polizia locale ne spiega le motivazioni. «Nell'ottica di rendere fruibile a tutti i cittadini i dati sulla sinistrosità stradale nella Valle dell'Agno – ha dichiarato il comandante Daniele Vani - è stata realizzata una planimetria degli incidenti rilevati dal primo gennaio 2011 ad oggi. La mappa verrà periodicamente aggiornata». Per consultarla basta collegarsi al sito della polizia locale “Valle Agno”. Nella cartina viene individuato precisamente il luogo e la data del sinistro con un segnavia riportante l'icona di un incidente stradale, avente colore diverso a seconda della tipologia di sinistro: verde incidenti senza feriti, rosso incidenti con feriti, nero incidenti con esiti mortali. E’ inoltre possibile visualizzare la cartina anno per anno o con più anni contemporaneamente. Ma quali sono le strade od i tratti “più pericolosi” nei quali prestare maggiormente attenzione?? «Veri e propri punti neri – risponde il vice commissario Diego Santagiuliana, che si occupa dell’ufficio sinistri – non esistono. Se andiamo ad analizzare i dati troviamo alcuni punti che possiamo definire sensibili ma nei quali in 8 anni si sono registrati complessivamente 5-7 incidenti, quindi meno di uno all’anno». Come è logico attendersi è la provinciale 246, l’arteria più trafficata, a registrare il maggior numero di incidenti. I punti di “maggior addensamento” li troviamo in prossimità delle rotatorie, come quella “delle vasche” e di Ponte dei Nori a Valdagno, e della “Melonara” a Cornedo, ma anche in prossimità di incroci, come quelli che insistono su viale Trento; il tratto più congestionato è quello compreso tra la rotatoria del Tosano e quella che regolarizza l’entrata verso Cornedo o verso la variante alla 246. IL DATO. «L’elevato numero di accessi laterali – prosegue Santagiuliana – favorisce l’aumento della sinistrosità, anche se la causa principale per l’80 % degli incidenti è da imputare a distrazione, nel caso di tamponamenti, o mancata precedenza». Il tratto con meno incidenti è la variante alla 246 che bypassa il centro di Cornedo, anche se qui nel 2017 si è verificato un doppio mortale. «Non avendo accessi laterali – conferma il vice commissario –è poco soggetta ad incidenti che però si sono verificati in prossimità della rotatoria a sud, imboccata dagli automobilisti troppo “allegramente” : due-tre anni fa ci sono state parecchie perdite di controllo del mezzo conclusesi quasi tutte con uscita di strada autonoma». Il dato più significativo che si ricava dalla lettura della mappa è che gli incidenti nella valle dell’Agno sono in diminuzione. Il calo registrato negli ultimi 8 anni è di circa il 25 %: sono infatti passati dai 207 rilevati nel 2011 ai 154 del 2017. «Merito anche dell’opera di sensibilizzazione – sottolinea il presidente del ”Valle Agno”, Francesco Lanaro – effettuata nelle scuole e dell’opera di contrasto riguardo alle “cattive abitudini” come quella di mettersi al volante dopo aver bevuto. Abbiamo riscontrato che i giovani sono molto più responsabili. Vanno aggiunte anche le migliorie inerenti la viabilità». In totale sono stati 1297 gli incidenti rilevati dal 2011 ad oggi, 639 dei quali con feriti e 649 con soli danni ai mezzi, 9 quelli conclusisi con esiti mortali. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giorgio Zordan
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