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08.09.2018

Frutteto distrutto con il diserbante Caccia ai colpevoli

Una delle piante in  sofferenza del frutteto di Xotta. CARIOLATO
Una delle piante in sofferenza del frutteto di Xotta. CARIOLATO

Aristide Cariolato Oltre trenta piante da frutto bruciate con il diserbante o con un erbicida disseccante. Il brutto episodio è successo in località San Giovanni Confessore a Cereda, frazione collinare di Cornedo, a confine con Campipiani di Monte di Malo. Come al solito, Maurizio Xotta, 42 anni, che durante il tempo libero dal lavoro si dedica alla coltivazione di alcuni appezzamenti di terreno, è uscito di casa per fare un giro nella zona, caratterizzata da boschetti e da scampoli di terreno coltivati a vigneti o a frutteti. L’uomo si è avviato verso il terreno di sua proprietà, dove nell’inverno del 2016 aveva piantato una quarantina di alberi da frutto tra peschi, meli, peri e susini. Voleva rendersi conto dello stato di sviluppo delle giovani piante, controllarne lo stato di difesa da insetti o da miceti e nell’eventualità procedere subito alla loro cura. Tutti pensieri che sono subito scomparsi per lasciare il posto allo sbigottimento e all’incredulità: di fronte si è trovato una trentina di piante che avevano perso la loro chioma, le foglie dei rami erano completamente secche. Il frutteto, che fino all’altro giorno era di un bel colore verde, aveva cambiato di brutto, diventando di un rosso-marrone. «Com’è possibile che le piante si siano ridotte in questo stato, se l’altro giorno erano rigogliose e le foglie erano verdi, slanciate verso il cielo? Che malattia improvvisa quanto fulminante, può essere stata per far rinsecchire le foglie?». Pensieri che a Xotta sono venuti in mente lì per lì, perché mai avrebbe pensato ad un atto vandalico. Ma più osservava lo spettacolo disastroso del frutteto e più si convinceva che solo spargendo del potente erbicida disseccante sui rami si poteva ridurre in quello stato le piccole piante da frutto. Le foglie erano completamente bruciate. Insomma, anche se stentava a crederci, alla fine si dovette convincere che qualcuno aveva preso di mira il frutteto e aveva pensato di distruggerlo. Chi può essere stato? Nella zona episodi di vandalismo di quel genere non si ricorda siano mai avvenuti. Tutti si conoscono nelle due piccole contrade, Xotta e Zaupa, che si affacciano sulla strada comunale, che attraversa la località. È una località tranquilla, immersa in un ambiente naturale, frequentata per lo più da residenti e quanti vogliono fare una passeggiata distensiva. Durante l’anno qualche comitiva di studenti viene in visita, perché durante la prima guerra mondiale un aereo di ricognizione di ritorno da un giro di perlustrazione sul Pasubio, cadde sul prato davanti al monumento del santo, che ha dato nome alla località, e vi trovarono la morte il pilota e il navigatore. A Xotta non è rimasto altro da fare che recarsi alla stazione dei carabinieri di Valdagno per fare denuncia. Nel frattempo resta in attesa di capire se qualche pianticella si riprenderà, altrimenti dovrà procedere ad una nuova piantumazione. E quindi altri soldi per comperare le piante da frutto. Ma non è il danno economico, che pesa nel suo animo. • A.C. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Aristide Cariolato
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