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25.10.2017

Borsa di studio
La 25enne pensa
alla pensione

Giulia Sbrizza, 25 anni
Giulia Sbrizza, 25 anni

VALDAGNO. Vince il premio nazionale di 5.000 euro per la tesi di laurea. E che ti fa? Senza pensarci un momento, destina la somma ad un fondo di pensione. Niente viaggi, che si meriterebbe, tanto meno nuovi stage o corsi di formazione e di perfezionamento, tant’è, il curriculum ne è già ricco abbastanza, basta citarne uno su tutti, all’institut fur Forsentomolgie, Forstpatholgie und Forstschutzl, di Vicenza.

Una decisione insolita per una giovane al termine di un brillante percorso di studi, che l’ha portata a conseguire all’università di Padova, dapprima la laurea triennale in Tecnologie forestali e ambientali e successivamente la laurea magistrale in Scienze forestali e ambientali, entrambe con la votazione di 110/ e lode. «I soldi - dice Giulia Sbrizza, residente a Cornedo, che compirà 25 anni il prossimo 11 novembre - mi sono arrivati con il premio della fondazione “Mario Ravà”, una costola del Consiglio dell’Ordine nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali, che ho ritirato a Perugia in occasione del XVI congresso Conaf. La tesi riguarda “Le proprietà forestali collettive della regione Veneto: modelli di resilienza o “relitti del passato». Lo studio ha analizzato il cambiamento in atto all’interno delle Regole, un’istituzione antica della montagna veneta, in modo da verificarne la resilienza ed è stato considerato un lavoro importante nel contesto della proprietà collettiva, al centro di una discussione di particolare rilevanza ed attualità. Ho avuto modo di comunicarne il contenuto anche in occasione della 22° riunione scientifica de l Centro studi sui demani civici e le proprietà collettive dell’università di Trento. E’ il secondo premio attribuito al mio lavoro, dopo il premio “Aquila Studens” per la migliore tesi sull’ambiente alpino, assegnato dal gruppo Itas, Libro di montagna”.

Ma torniamo alla scelta di destinare i soldi ad un fondo pensione. «Sono una giovane con i piedi per terra. Ed ho pensato di comportarmi come la formica – risponde Giulia -. Del lavoro qui da noi non c’è certezza. Intanto, ho pensato di mettere un gruzzoletto da parte. Avrei desiderato di continuare i miei studi di ricerca. Ma… non è stato possibile - afferma con una certa tristezza -. Dopo la laurea non mi sono mai tirata indietro, accettando collaborazioni occasionali. Ho seguito corsi di formazione e di perfezionamento, acquisendo competenze professionali nel mio settore, ho fatto parecchi stage, come succede a tanti laureati, che non scelgono la via di andare all’estero. Recentemente uno di questi presso uno studio di consulenza ambientale di Thiene, si è trasformato in apprendistato. Per due anni e mezzo posso vivere un pò tranquilla».

Chi pensa che la vita di Giulia Sbrizza sia stata sempre china sui libri, si sbaglia di grosso, perché la giovane ha sempre fatto un intensa vita sociale facendo parte di associazioni, nella pro loco del paese, in parrocchia, nel parco Oasi Rossi di Santorso, al Liceo G.G. Giorgio Trissino di Valdagno fino alle attivitta dell coop Studio progetto di Cornedo. 

A.C.
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