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12.08.2017

Ciclabile bloccata, fermi tre milioni di fondi

Uno dei tratti in cui dovrebbe essere realizzata la ciclabile. ARCHIVIO
Uno dei tratti in cui dovrebbe essere realizzata la ciclabile. ARCHIVIO

La pista ciclabile Agno-Guà nel tratto recoarese non decolla. I quasi tre milioni, 2 milioni e 800 mila euro per l’esattezza, ottenuti dall’ex sindaco Franco Perlotto a maggio del 2012, dai fondi dei Comuni di confine attendono ancora di essere spesi.

Ora l’amministrazione guidata da Giovanni Ceola ha chiesto alla provincia di Trento una proroga straordinaria di almeno dieci mesi del termine per l’affidamento dei lavori. Ad oggi infatti 34 proprietari dei terreni interessati al percorso progettato per la pista ciclabile hanno sottoscritto la cessione volontaria dei beni, ma ne mancano ancora 94.

Il capogruppo di “Sostenere Recoaro” Franca Celli si fa portavoce della preoccupazione dei cittadini: «Già nel Consiglio comunale del 24 giugno 2015 - ricorda - l’assessore Luca Antoniazzi rassicurava che dopo le indagini preliminari condotte da lui personalmente, il procedimento di esproprio sarebbe iniziato entro pochi giorni, ma i fatti ci dicono che questo non è mai accaduto. I cittadini vogliono sapere a che punto è questo progetto. Credo sia arrivato il momento di fare chiarezza sugli espropri e avere un programma dettagliato sulle varie fasi di lavoro previste per arrivare al completamento dell’opera».

Franca Celli non risparmia critiche e va all’attacco dell’amministrazione comunale: «Non è stato fatto niente, se solo 34 cittadini hanno sottoscritto l’adesione volontaria e gli altri 94 non si sa ancora cosa vogliano fare. È una cosa gravissima. Dopo due anni il Comune si preoccupa di contattare personalmente i residenti? Forse questo andava fatto subito. Evidentemente il progetto non sta a cuore a questa amministrazione».

«Abbiamo inviato a tutti i proprietari una raccomandata con ricevuta di ritorno - replica il vice sindaco e assessore ai lavori pubblici Luca Antoniazzi - quindi le persone sono state avvertite. L’aggiornamento e la revisione del progetto esecutivo sono stati consegnati al Comune e inviate alla Cuc Valle dell’Agno che si occupa dell’appalto ed espleterà la procedura per individuare la direzione dei lavori e il responsabile della sicurezza a partire dal 15 ottobre. Poi entro il 30 gennaio 2018 ci sarà l’affido e il perfezionamento dell’incarico».

«Per quanto riguarda le 94 persone che non hanno aderito bonariamente all’accordo - spiega poi - sono in fase di predisposizione i decreti di occupazione d’urgenza, chiamiamoli pure espropri. L’ufficio tecnico li sta contattando personalmente per accelerare l’iter. Si tratta comunque di una procedura complessa visto che il percorso ricade su 128 proprietà delle quali soltanto il 26 per cento ha risposto all’accordo bonario con conseguente aumento non solo del lavoro, ma anche dei costi. Il progetto non ha nulla a che fare con Valdagno dove le adesioni bonarie sono state il 100 per cento, perché è quasi tutto su proprietà comunale».

L’assessore fissa anche dei tempi: «La previsione per la consegna dei lavori è prevista per marzo 2018 con il completamento due anni dopo, ovvero marzo 2020».

Per fare chiarezza sulla situazione di Valdagno che viene spesso chiamata in causa il Comune fa sapere i dati relativi all’acquisizione delle aree per la realizzazione della pista ciclabile Agno-Guà per lo stralcio di Novale: sono 29 le persone con le quali si è giunti alla sottoscrizione di accordi bonari di cessione, sono stati acquisiti 16.392 metri quadrati di sedime pista e aree marginali per un importo di acquisizione 189 mila euro.

«In generale - fanno sapere i tecnici del Comune - si può affermare che la nuova pista ciclabile insiste per un 25 per cento u area pubblica e per un 75 per cento su aree acquisite dai privati».

Luigi Cristina
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