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23.09.2017

Pedemontana, sequestrato il cratere

Il cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta in via di avanzamento tra Cornedo e Castelgomberto
Il cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta in via di avanzamento tra Cornedo e Castelgomberto

Dopo il crollo di dieci giorni fa, ora scattano i sigilli. I carabinieri forestali hanno eseguito l’altra sera il provvedimento disposto dal pubblico ministero Silvia Golin, che ha ordinato il sequestro dell’area dove l’11 settembre si era aperta una voragine a 100 metri dall’imbocco di Castelgomberto della galleria che dovrebbe collegare la valle dell’Agno a Malo per la superstrada Pedemontana. Il magistrato, che indaga anche sulla morte di un escavatorista schiacciato, nell’aprile dello scorso anno, dal crollo di una volta della galleria in costruzione, ha aperto un fascicolo per crollo colposo, al momento senza iscrivere nessuno sul registro degli indagati. Si tratta dell’ennesima grana per il cantiere della nuova superstrada.

Come si ricorderà, era ceduta la volta della galleria in costruzione: si era aperta una voragine profonda una ventina di metri, larga una cinquantina, fra i territori comunali di Castelgomberto e Cornedo. Circa 5 mila metri cubi di terreno. Anche l’argine sud del torrente Poscola era ceduto per una trentina di metri. Per fortuna non c’erano stati feriti. Con ogni probabilità devono essersi verificate delle infiltrazioni d’acqua all’interno del tunnel in costruzione.

La procura ha disposto i sigilli dopo aver ricevuto una dettagliata segnalazione da parte dei carabinieri forestali e dei colleghi della compagnia di Valdagno. L’obiettivo del magistrato è quello di mantenere la sicurezza nel cantiere - sul punto è in corso una battaglia legale fra gli inquirenti e il Consorzio Sis che costruisce la Pedemontana, in relazione alla protezione della volta di Malo - ed evitare infortuni. Nei giorni successivi al crollo l’area era stata ripristinata; quando i forestali si sono recati in zona per sigillare l’area, che interessa anche una parte dell’argine del torrente, non erano in corso lavori. Nei giorni scorsi erano stati ricostruiti gli argini, e riempito il cratere.

Con ogni probabilità, il magistrato incaricherà un proprio consulente di compiere un esame idrogeologico dell’area, in particolare lungo la Poscola, zona delicata e «molto fragile», aveva precisato il sindaco di Cornedo Montagna, che con il collega di Castelgomberto Dal Toso aveva chiesto a gran voce a Sis e alla Regione di mettere in sicurezza il torrente e di impermealizzarlo. Va detto che da un lato il percorso della Pedemontana era stato variato, per non impattare troppo nella zona umida, ma molti comitati, a partire da Coordinamento Pedemontana Alternativa, hanno sempre espresso dubbi e preoccupazione sulla stabilità dell’area.

Al momento il cantiere, in quel tratto, resta fermo. I proprietari potranno ricorrere contro il sequestro; nel frattempo le indagini del pm proseguono.

Diego Neri
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