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12.09.2017

Pedemontana, cede la volta del tunnel

Il cratere formatosi dopo il cedimento del terreno nel cantiere della Pedemontana. FOTO CO.VE.PA.Un’altra immagine del cantiere della superstrada. MASSIGNAN
Il cratere formatosi dopo il cedimento del terreno nel cantiere della Pedemontana. FOTO CO.VE.PA.Un’altra immagine del cantiere della superstrada. MASSIGNAN

Cede la volta della galleria in costruzione Castelgomberto-Malo, che sarà lunga sei chilometri: si è aperta una voragine profonda 30 metri, larga 25 e lunga altrettanti se non di più, a circa 100 metri dall’imbocco di Castelgomberto. È successo ieri pomeriggio.

Anche l’argine sud del torrente Poscola ha ceduto per una trentina di metri. Per fortuna non ci sono stati feriti, né danni agli automezzi. Con ogni probabilità devono essersi verificate delle infiltrazione d’acqua all’interno del tunnel in costruzione ma come e perché si sia verificato il cedimento, non si può al momento sapere di precisione. Si possono fare solo delle supposizioni. Innanzitutto va detto che il substrato del terreno, formato per lo più da fini limosi argillosi, non è meno fangoso di quello in superficie e lo scavo necessita continuamente di essere messo in sicurezza con le volte metalliche. Non per niente l’area dove si sta realizzando il tunnel e dove si è verificato il cedimento della volta, è denominata la zona umida delle Poscole, dichiarata Sito di Interesse Comunitario (Sic) ed è per questo che l’imbocco della galleria è stata anticipata di quasi un chilometro rispetto le pendici del monte Peloso, sotto cui si realizzerà la galleria.

LA PIOGGIA. Il terreno prativo probabilmente si è imbevuto d’acqua a seguito della pioggia battente di sabato e domenica, così sono iniziate le infiltrazioni che hanno fatto cedere la volta. L’intervento dei tecnici della Sis, la società che sta realizzando la Superstrada Pedemontana Veneta è stato immediato. Bisognava evitare che il tunnel venisse allagato. Innanzitutto è stata deviata l’acqua del torrente Poscola, poi il grosso buco è stato riempito di terriccio scaricato dai camion in continuazione con l’aiuto dei caterpillar. È chiaro che il proseguimento degli scavi della galleria subirà dei rallentamenti, dovuti alla sistemazione del tratto di volta ceduto. Il lavoro di scavo, a detta dei tecnici del cantiere, è molto complesso, si lavora immersi nel fango e ad ogni avanzamento è necessario proteggere la volta con le centine metalliche punzonate.

GLI AUTOMEZZI. Qualcosa nel tratto ceduto non ha funzionato, vuoi l’acqua del torrente Poscola che scorre lì vicino, vuoi la pioggia battente arrivata dopo mesi di siccità, vuoi un cedimento delle volte metalliche, al momento non è dato di sapere, perché dal cantiere non filtrano notizie, se non quelle che non ci sono stati feriti, né danni agli automezzi e che si sta mettendo in sicurezza il tratto ceduto. Va detto che la galleria Castelgomberto-Malo non è nata proprio sotto la buona stella: due anni fa l’incidente all’imbocco di Malo costò la vita ad un ruspista e da allora la galleria dal lato di Malo è ancora sotto sequestro giudiziario. Ieri, è avvenuto il cedimento di un tratto di volta dalla parte di Castelgomberto e solo il caso ha voluto che non ci siano stati feriti in uno dei punti più difficile in cui lavorare.

Ieri Massimo Follesa, portavoce del Coordinamento Pedemontana Alternativa, in un comunicato, ha espresso preoccupazione per ciò che è accaduto. «Il rischio che si verifichino altri crolli - ha detto - è altissimo non solo per chi è coinvolto nel lavoro ma anche all'esterno dell'area di cantiere. Va sottolineato il fatto che queste aree erano aperte e libere al transito. Il rischio di ulteriori crolli, con l'avanzare del tunnel, non si può escludere. Il futuro inoltre può riservare alla galleria l'impatto di grandi masse d'acque sotterranee. Le stesse che tra il dicembre 2010 e il gennaio 2011 hanno determinato l'allagamento dell'innesto della Pedemontana Veneta con la statale 11».

Aristide Cariolato
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