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14.11.2017

«Chi imbratta dovrà pulire»

Carte abbandonate fra le giostre al parco giochi Matteotti. CARIOLATO
Carte abbandonate fra le giostre al parco giochi Matteotti. CARIOLATO

Erano convinti di farla franca e poter abbandonare impuniti lattine, resti di bibite, cartacce e confezioni di alimenti nei parchi pubblici, dove si recavano soprattutto nelle ore serali. Ma le telecamere della videosorveglianza hanno ripreso tutto e ora, per mettere un freno alle bravate, il Comune ha deciso di mettere in atto una punizione esemplare.

Si vedono bene in volto i ragazzi che hanno trattato il parco giochi Matteotti di Castelgomberto come una sorta di discarica. Gli amministratori adesso sono intenzionati a identificarli al fine di coinvolgerli poi in un’attività sociale riparatoria, concordata con i genitori. Trattandosi di minori, alle famiglie verrà chiesto infatti di autorizzare il provvedimento.

Il Comune vuole arginare questa situazione e tutelare i parchi pubblici, oggetto di ripetuti abbandoni di rifiuti, ma anche di scritte scurrili. È il caso del parco di via Matteotti, dove sono state trovate lattine e confezioni di alimenti sparpagliate sull’erba, accanto ai giochi. Il parco si trova poco lontano dagli impianti sportivi e dal plesso scolastico. Ma non va meglio nello scampolo di verde attrezzato, intitolato al Donatore, in via Giovanni XXIII, accanto alla zona residenziale. Anche il parco delle Rimembranze, a pochi metri dal centro, è spesso teatro di abbandono di carte, lattine e rifiuti vari.

«Uno degli ultimi episodi è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza e si nota chiaramente la presenza di un gruppetto di ragazzi» rivela il vicesindaco Giuliano De Franceschi, all’indomani del brutto spettacolo, che gli operai comunali nel loro giro di ispezione hanno trovato visitando il parco giochi di via Matteotti.

Sono immagini, che permettono l’identificazione, di cui si sta occupando il comando di polizia consortile Valle Agno. «L’amministrazione comunale ha deciso di invitare i genitori di questi ragazzi e concordare con loro una formula riparatoria, che non vuole essere una punizione fine a se stessa, ma una forma di educazione al rispetto dello spazio pubblico e dell’ambiente, a maggiore ragione se si tratta di un parco. L’attività riparatoria potrebbe essere una o più giornate ecologiche, oppure un’attività di segnalazione, girando con gli operai del Comune, per notare gli stati il degrado in alcune zone del paese, in modo da aumentare la sensibilità civile».

«Non si tratta - ammette - di atti vandalici contro il patrimonio pubblico, perché negli ultimi episodi non sono stati riscontrati danni alla struttura di recinzione né ai giochi, ma azioni, che vanno contro il decoro urbano. Ma, l’amministrazione comunale vuol mettere fine al comportamento di un gruppetto di ragazzi che si intrattengono di sera nelle aree pubbliche comunali, considerandole alla stregua di piccole discariche, dove si sentono padroni di gettare carte, lattine, bicchieri, mozzicconi di sigarette, lasciando un spettacolo indecoroso. Nelle belle giornate sono luoghi molto frequentati dai genitori per far giocare i loro bambini e farli stare assieme agli altri. Per questo devono rimanere accoglienti e puliti».

Aristide Cariolato
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