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19.03.2017

Capodanno Sikh
una festa
di colori e suoni

CASTELGOMBERTO. Oltre 2.000 fedeli, provenienti dal Veneto e da altre regioni del Nord Italia hanno festeggiato ieri pomeriggio il “1 chet”, il capodanno sikh. Una festa di petali di fiori e di profumi, uno scenario di suoni rituali, di colori vistosi, di recite di melodie sacre dei kirtan: Castelgomberto è stato trasformato in un angolo di vita orientale, come si vive nel Punjab, che si ripete ormai dal 2007, quando il paese ha ospitato il “tempio d’oro” della comunità sikh. Verso le 13.30 l’area di via Cengelle nella zona industriale nord del paese, dove si trova il tempio “Gurdwara Singh Sabha”, è diventata un pullulare di turbanti, i tradizionali copricapo di quanti hanno abbracciato la religione sikh, dall’arancione, che il colore caratteristico simbolo di questa fede fino al blu, passando per il giallo e il bianco. Anche le donne per l’occasione erano avvolte da veli vistosamente colorati tanto da fare concorrenza con quelli dei copricapo maschili. Il momento clou è stato quando dal tempio è uscito, avvolto da drappi il libro sacro, Guru Granth Sahib, portato da cinque anziani, che a passi lenti, sotto una pioggia di petali di fiore, si sono avvicinati al baldacchino, allestito su un autocarro, addobbato di ghirlande e fiori. Dieci “beniamini, pangpiare”, volontari protettori del libro sacro, con le spade sguainate e con le bandiere arancione del khanda, il simbolo della relgione sikh, una lama a doppio taglio e due lame in cerchio, proteggevano il libro sacro. Una voce dall’altoparlante recitava i versetti del libro sacro e tutti in coro, con la mani giunte rispondevano “Satnam wagheguru ( Dio è vero). Poi l’aria ha vibrato sotto i colpi dei tamburi del Punjab, che dava inizio alla processione. Le donne spazzavano l’asfalto prima del passaggio del carro sacro, seguito dai fedeli, tutti in fila, con i piedi scalzi, come vuole la tradizione, in segno di purezza. La cerimonia di capodanno sikh coincide anche con la festa di Hola Mohalla,istituita dal decimo guru, Gobind Singh, che serve a dimostrare alla gente che i sikh sono pronti a battersi per difendere la propria fede. Da Brescia era giunto il gruppo “Gatha”, formato da giovani della scuola di arti marziali, che hanno offerto emozionati esibizioni di duelli simulati durante la processione, che quest’anno ha avuto un percorso diverso a causa della chiusura di via Cengelle, per cui il corteo si è mosso diretto a via Velodromo, poi è passato all’interno del centro storico di Castelgomberto per fare ritorno attraverso la strada della Praderia. Al velodromo c’è stato il momento dei saluti con le autorità, presente l’assessore Maria Poletto. I carabinieri e la polizia locale consortile hanno seguito la manifestazione, che si è svolta in modo ordinato.

Aristide Cariolato
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