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03.07.2018

«Botte e minacce all’ex» Ora finisce a processo

Il processo si svolgerà in autunno
Il processo si svolgerà in autunno

Lesioni e violenza privata nei confronti della sua ex fidanzata. Sono le accuse dalle quali dovrà difendersi in aula Akramul Hoque, 23 anni, cittadino bengalese, residente a Montebello. L’imputato, difeso dall’avvocato Serena Vanacore, è stato rinviato a giudizio l’altro giorno dal giudice per l’udienza preliminare, Massimo Gerace. I fatti contestati dalla procura sarebbero avvenuti il giorno di San Valentino dello scorso anno, al culmine di un rapporto sentimentale piuttosto tormentato tra il ragazzo e quella che all’epoca era la sua compagna, una giovane 20enne, di origine Ucraina, residente a Castelgomberto. Secondo il pubblico ministero Hans Roderich Blattner, Hoque, il 14 febbraio di un anno fa, sarebbe entrato in casa della ragazza e, nel corso di una lite, l’avrebbe poi pesantemente minacciata, presa per i capelli e colpita, ripetutamente, con schiaffi e pugni alle braccia. Stando alla ricostruzione della procura, poi, l’imputato si sarebbe allontanato ritornando quindi nell’abitazione della giovane per portarle via il cane e colpirla, ancora, questa volta alla mano, utilizzando il telefono cellulare che in quella circostanza si sarebbe anche rotto. Ma Akramul Hoque, tramite l’avvocato Vanacore, respinge tutte le accuse che gli vengono mosse sostenendo che il cane (uno stafford shire terrier) non sarebbe stato di proprietà della presunta vittima, ma suo. E che comunque il cucciolo sarebbe stato riportato immediatamente alla sua ex. L’imputato rigetta poi anche l’accusa di avere portato via il cellulare alla ragazza, perché pure il telefono sarebbe stato di sua proprietà. La furibonda litigata tra i due sarebbe nata poiché Hoque era convinto che la sua fidanzata intrattenesse una relazione sentimentale con un altro uomo. Nel corso delle indagini, eseguite dai carabinieri, è emerso inoltre che al momento dei fatti contestati dalla procura, la 20enne si trovava incinta (dell’imputato). Circostanza che la giovane non aveva però rivelato al partner. Ora, comunque, a fare chiarezza sull’episodio sarà il processo nel quale la presunta vittima avrebbe però deciso di non costituirsi parte civile. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.B.
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