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18.07.2018

Stefani sull’autonomia «Il Veneto è l’apripista»

Il ministro Erika Stefani è stata ospite del Rotary.   FOTO CISCATO - STELLA
Il ministro Erika Stefani è stata ospite del Rotary. FOTO CISCATO - STELLA

Non è arrivata in moto, ma alla guida di una Peugeot sportiva. Unica scorta del neo ministro agli Affari regionali e all’Autonomia, il suo sorriso. La senatrice Erika Stefani è stata, l’altra sera, ospite dell’interclub organizzato dal Rotary Valle Agno alla Locanda Perinella. Dopo il benvenuto della presidente, Antonia Schenato Spillere, via alla cena durante la quale Stefani non si è sottratta a strette di mano e abbracci. Alla presenza di oltre 160 ospiti, tra cui i sindaci dei sei Comuni di Valle, il comandante della compagnia carabinieri, maggiore Mauro Maronese, e quello della stazione, luogotenente Donato Summa, il ministro ha fatto il punto della situazione “autonomia”: «Non nascondo che ho avuto momenti di scoramento perché declinare i trasferimenti da Stato a Regioni non è semplice. Non solo sul lato pratico, ma anche nell’individuazione degli strumenti legislativi utilizzabili. Sono ancora più convinta che sia la scelta giusta. Oggi non è solo il Veneto a chiedere il cambiamento, ma regioni insospettabili fino a ieri come Umbria, Marche, Liguria. Addirittura la Basilicata sta elaborando il pensiero. L’autonomia differenziata, calibrata sulle esigenze e peculiarità di ogni territorio, è il futuro ed è un nuovo modo di intendere il sistema». Un concetto per la senatrice vicentina è imprescindibile: «Autonomia non vuol dire semplicemente trasferimento di risorse, ma un modo diverso di gestire le competenze e di concepire la cosa pubblica. Si tratta di trasferire responsabilità». La strada non è in discesa e Stefani non esita a raccontare che, dal momento della sua nomina al dicastero, le notti insonni sono state più d’una. Ma proprio il Veneto le è andato in soccorso con un pool di costituzionalisti. «Stasera è presente Andrea Giovanardi che con Mario Bertolissi, Dario Stevanato, Luca Antonini e Ludovico Mazzarolli hanno predisposto una bozza d’intesa che prevede una sorta di legge delega da votare in Parlamento per aprire poi la strada a decreti legislativi del Governo. Quando Luca Zaia me l’ha sottoposta ho visto quello che potrebbe diventare il paradigma per tutte le Regioni». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

VE.MO.
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