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11.05.2018

Piccole Dolomiti
Via al rilancio
in sella tra le cime

Daniele Dani è una guida equestre alpina
Daniele Dani è una guida equestre alpina

BROGLIANO. È l'unico nel Nord Est a poter certificare ippovie. Unica guida equestre-ambientale con specializzazione alpina. A guadagnare sul campo le tre stelle dell’equitazione è stato Daniele Dani, 45 anni. La sua avventura in sella inizia a 8 anni, ma è nel 2004 dall’amore per Lella, una cavalla maremmana zoppa, che nasce l’idea di aprire un vero centro equestre. Non un semplice maneggio, ma una struttura dove diffondere la cultura del metodo naturale e del benessere animale.

 

È a Quargnenta che, dal 2012 con la moglie Marzia Pastore, Dani tiene le redini dell’associazione sportiva dilettantistica “Le piccole Dolomiti” e con i suoi 9 cavalli e 2 pony porta avanti un sogno. Ed è immerso nei tre ettari di terreno che sta lavorando per aprire quella che sarebbe la seconda scuola in tutta Italia per la formazione di guide a cavallo con formazione alpina certificata. «Per il momento l’unica sede è in Piemonte dove io stesso ho seguito un percorso durato 4 anni con 1000 ore di pratica per ottenere l’attestato - spiega Dani-. In Italia siamo solo 15 formatori con specializzazione alpina e mi sto muovendo per riuscire a creare una scuola in vallata con un punto logistico di appoggio nella zona di Recoaro che, viste la morfologia e l’altitudine, sarebbe il luogo ideale. Anche perché proprio Recoaro Mille è tappa obbligata della via che dalla Lessinia, passando per le Piccole Dolomiti, porta nel trevigiano. Senza dimenticare la già rodata collaborazione con le guide del soccorso alpino. Sarebbe, inoltre, l’occasione per formare personale locale per gestire tutta la macchina che verrebbe messa in moto».

 

Escursioni in alta quota in completa sicurezza vuol dire padroneggiare sentieri impervi e stretti da percorrere a piedi accompagnando il cavallo, saper affrontare un corso d’acqua e mettere a riposo l’animale dove non c’è vegetazione e l’unico metodo è servirsi di ganci, chiodi e corde. Ma una guida alpina deve anche saper valutare cavallo e cavaliere, perché a 3000 metri di quota tutto può diventare insidioso. «Ho maturato l’esperienza in luoghi estremi, dal deserto del Sahara alla foresta di Ydre in Svezia fino all’Australia, dove gli errori non sono ammessi - racconta la guida broglianese -. Ora desidero mettere a servizio della vallata quello che ho imparato attraverso anni di corsi di formazione e di prove sul campo. Ad esempio, una delle idee che si stanno portando avanti nel progetto dell’Anello ecoturistico delle Piccole Dolomiti è di certificarlo come ippovia. Questo significa carrarecce accessibili ai soccorsi o raggiungibili con l’elisoccorso, percorribili a cavallo, a piedi o in bicicletta in cui la percentuale di asfalto non deve superare il 20-30 per cento, garantendo strutture di appoggio aperte tutto l’anno con guide locali a disposizione. Il 60% del lavoro è stato praticamente già realizzato, ma occorrerebbe tracciare il percorso con gps calcolando i tempi e verificando la disponibilità degli operatori. Infine trasferire il tutto dal cartaceo al digitale per essere inseriti nel circuito internazionale».

 

Per Daniele Dani il pacchetto completo, scuola e Anello, sarebbe volano di un’economia all’insegna del rispetto ambientale che semplicemente coglierebbe le occasioni già a disposizione. 

Veronica Molinari
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