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12.01.2019

La frana cancella la contrada dopo 200

Dove sorgevano le abitazioni ora c’è un campo dove lentamente cresce l’erba. FOTOSERVIZIO  CARIOLATOLe case di contrada Spesse lesionate dagli smottamenti: impossibile salvarle, sono state abbattute
Dove sorgevano le abitazioni ora c’è un campo dove lentamente cresce l’erba. FOTOSERVIZIO CARIOLATOLe case di contrada Spesse lesionate dagli smottamenti: impossibile salvarle, sono state abbattute

Là dove c’era la contrada ora c’è un prato dove lentamente cresce l’erba. È la via Gluck alla rovescia lungo la dorsale della collina di Quargnenta. In un luogo un po’ fuori mano, ma ameno e tranquillo, fervono i lavori per la messa in sicurezza della strada, che porta alla contrada Spesse o, meglio dire, quello che resta della contrada. Perché in piedi sono rimaste solo tre case, quelle che hanno avuto la fortuna di trovarsi discostate dall’area investita dallo smottamento a seguito delle piogge continue ed insistenti cadute nei primi giorni di gennaio 2014. Sono state abbattute nei mesi scorsi le quattro abitazioni che in quell’occasione erano state lesionate dal terreno, appesantito dall’acqua, che si muoveva verso la valle sottostante. I proprietari hanno dovuto lasciare le case, dichiarate inagibili, con le pareti piene di crepe profonde, ed accasarsi altrove. Ora, al posto di quelle case, è tornata la natura. LA FRANA E LE INDAGINI. In questi quattro anni si sono succeduti i sopralluoghi di tecnici e di geologi, che hanno esaminato la fisiologia della frana, eseguito i carotaggi e installato le apparecchiature di rilevamento dei movimenti del terreno. Gli esiti non hanno lasciato dubbi: le quattro case non erano agibili e dovevano essere abbattute. I proprietari le hanno provate tutte per evitare che le loro abitazioni, due di esse da qualche anno ristrutturate e gravate di mutuo, scomparissero nel nulla. L’unica via d’uscita sarebbe stato il contraddittorio fra geologi, ma nessuno se l’è sentita di sottoscrivere un parere diverso. In questo è stata importante l’opera di mediazione e di rasserenamento degli animi portata avanti dal sindaco Dario Tovo. IL TRASLOCO. A seguito dei risultati delle indagini, il Comune non è rimasto con le mani in mano. Il responsabile dell’ufficio tecnico, Gianna Gabrielli, ha redatto un’istruttoria, il cui esito positivo ha consentito alle quattro famiglie di ricevere dallo Stato attraverso la Regione un contributo pari a 580 mila euro, suddiviso in base alle spese di demolizione e al valore di ciascun immobile. Nei mesi scorsi sono intervenute le ruspe, che hanno demolito le case: della contrada Spesse, che esisteva da 200 anni, un’oasi di pace e di serenità bucoliche, non c’è più traccia, solo un prato, dove lentamente sta crescendo l’erba. LA STRADA. I lavori, che si stanno eseguendo per rendere praticabile la strada di accesso alle tre famiglie, stanno proseguendo, facilitati dalle belle giornate. Finora è stata collocata la fila di micropali di sostegno della rampa in tutta la sua lunghezza, è stato realizzato il cordOlo di cemento, che sorregge il ciglio della strada, sono in via di completamento i drenaggi dell’acqua piovana. Un lavoro meticoloso, che eviterà per il futuro gli smottamenti del terreno verso valle. Una volta che la carreggiata si sarà assestata, si procederà a stendere il manto stradale e collocare un guardrail di protezione a sud. Si parla di un costo di 250 mila euro, sostenuto dalla Regione. A seguito dell’abbattimento del fazzoletto di case, se in futuro si potrà parlare di via Spesse, non si potrà però più pronunciare contrada Spesse. Perché quella, di fatto, non esiste più. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Aristide Cariolato
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