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08.11.2017

Allarme antrace. È un acquisto online

Il personale sanitario intervenuto con le tute anti contaminazione. CARIOLATOL’area transennata subito dopo l’allarme. FOTO MASSIGNAN
Il personale sanitario intervenuto con le tute anti contaminazione. CARIOLATOL’area transennata subito dopo l’allarme. FOTO MASSIGNAN

Un pacchetto sospetto, contenente polvere bianca, fra la posta da smistare. Sconcerto e paura fra i dipendenti. Bloccato per quasi cinque ore il centro di smistamento posta della valle dell’Agno.

L’allarme antrace è scattato ieri, intorno alle 10, in via Stazione, dove ha sede lo stabile delle poste, a pochi metri dalla rotatoria Jolly, lungo la strada provinciale 246.

Sono scattati i dispositivi di sicurezza e, oltre ai carabinieri della stazione di Trissino con il comandante Alberto Beretta, sono intervenuti i vigili del fuoco NBCR di Vicenza con i colleghi del distaccamento di Arzignano, che hanno fatto intervenire i medici del Suem dell’Ulss 8 Berica. L’ufficio e il cortile esterno allo stabile, sono stati isolati e interdetti al pubblico.

Da quanto è stato possibile sapere risulta che all’interno del deposito stessero lavorando 15 addetti allo smistamento della posta, ma solo due sarebbero venuti a contatto con la polvere al momento di controllare un pacchetto, un acquisto online, come ne passano tanti.

Nulla è stato rivelato sul contenuto. Si sa soltanto che era indirizzato ad un cliente residente in vallata. A nessuno è stato consentito di abbandonare l’ufficio, mentre i due “contaminati” sono stati messi in isolamento per motivi precauzionali.

Nel frattempo i vigili del fuoco hanno iniziato le operazioni di recupero del pacchetto. Due di loro, indossando delle tute anticontaminazione e muniti di filtro-maschera, sono entrati nel deposito postale e hanno prelevato il pacchetto, ponendolo in un apposito contenitore e lo hanno consegnato ai colleghi, pronti con un’auto di servizio per trasportarle per gli esami al laboratorio zooprofilattico di Legnaro.

Poi sono tornati nello stabile per assistere i dipendenti, che non potevano uscire dal provvisorio isolamento in attesa dei controlli medici. Sono giunti dall’Ulss Berica di Vicenza i medici del Suem, che hanno dovuto seguire lo stesso procedimento dei vigili del fuoco, prima di entrare nel salone hanno dovuto indossare la tuta e coprirsi il viso con le maschere anticontaminazione, messe a disposizione di vigili del fuoco. Una volta dentro hanno sottoposto il personale a visita medica per sincerarsi sullo stato di salute.

Da quanto è stato possibile sapere i dipendenti del centro di smistamento sono risultati tutti in buona salute, anche se comprensibilmente scossi, mentre le due persone che sono venute a contatto con la polvere bianca sono state portate all’ospedale per essere sottoposte a minuziosi controlli clinici per motivi precauzionali.

Tutto è tornato normale nella sede postale di smistamento verso le 14.30, quando il personale ha potuto uscire dall’isolamento e lasciare lo stabile.

Ora si è in attesa dei risultati delle analisi di laboratorio, che dovranno stabilire se si è trattato di polvere tossica o di altro genere di pericolosità o se è stato tutto frutto di uno scherzo, certamente di pessimo gusto, di qualche buontempone, se si tiene conto della mobilitazione generale che ha suscitato.

Risulta che un episodio del genere sia la prima volta che capiti nella vallata dell’Agno, mentre risultano due fatti analoghi, in aprile all’ufficio postale di Bassano e in agosto a quello di Asiago.

Aristide Cariolato
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