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08.11.2017

Addio a Oboe
Una vita a fianco
dei lavoratori

Bruno Oboe si è spento a Valdagno
Bruno Oboe si è spento a Valdagno

VALDAGNO. Una vita dalla parte dei lavoratori con la casacca della Cisl cucita addosso come una seconda pelle. Bruno Oboe, 77 anni, si è spento stamattina a Valdagno, vinto da un male che non lascia scampo. Ha fatto il sindacalista fin da quando era ragazzo, nella seconda metà degli anni 50, occupandosi poi dei tessili della sua Valdagno e scalando tutte le gerarchie della Cisl, diventandoi segretario provinciale a Vicenza per 15 anni gravidi di cambiamenti sociali, tra il 1976 e il 1991, e poi segretario regionale. A lui hanno sempre fatto riferimento i segretari che sono cresciuti alla sua scuola, e fino all'ultimo non ha mai fatto mancare il proprio suggerimento per un'attività sindacale improntata al rispetto dei diritti ma anche dei doveri. 

 

Il ricordo di Variati. «Esprimo il cordoglio dell’amministrazione comunale e provinciale per la scomparsa di Bruno Oboe, non solo un faro per il mondo del lavoro e dei diritti, con la sua lunga attività di sindacalista, ma anche un protagonista della vita politica regionale degli anni ’90. Una delle ultime volte in cui ho incontrato Bruno è stata lo scorso anno durante la manifestazione dei sindaci vicentini a Recoaro per sostenere i lavoratori dello stabilimento di imbottigliamento e la salvaguardia dei marchi storici. Bruno volle incoraggiare i sindaci che indossavano la fascia tricolore a proseguire in quella battaglia e, in quell’incoraggiamento, pur con la voce indebolita dalla malattia, c’era tutta la sua grande forza di uomo ispirato da solidi valori che non ha mai tradito in tutta la sua vita. Era un uomo tutto d’un pezzo e ha sempre svolto con grande impegno e passione la sua attività in difesa dei diritti dei lavoratori nei prestigiosi ruoli di segretario della Cisl provinciale, regionale e poi anche con incarichi nazionali; incarichi di vertice che non gli fecero mai perdere la passione e la determinazione del sindacalista di base, privilegiando il dialogo e sapendo quando era il tempo della lotta e quando il tempo degli accordi. Bruno Oboe incontrò anche la politica attiva e la interpretò in modo “atipico”: a metà degli anni ’90 ricevette, infatti, l’importante incarico di guidare il Partito Popolare regionale dopo la fine della Democrazia Cristiana, e lo fece senza mai indietreggiare, spinto dalle sue convinzioni, senza farsi rallentare dai riti delle segreterie politiche, sfuggendo ai compromessi anche di fronte al rischio di scontri interni al partito. Faceva a modo suo, guidato da grande rigore e sobrietà nella vita pubblica, come in quella privata. Era un uomo semplice ma con una grande forza morale, che ha dedicato tutta la sua vita ai diritti per garantire giustizia ed eguaglianza, dimostrandosi sempre un attento custode dei principi della Costituzione. Ci conoscevamo da quarant’anni, dal suo letto in ospedale il sorriso era lo stesso di sempre, sereno e consapevole della sua malattia: la serenità di un uomo giusto. Il suo ricordo rimarrà nel cuore di tanti».

 

Il ricordo di Zaia. «Con Bruno Oboe perdiamo un grande uomo, che ha vissuto per servire e costruire un Veneto, un’Italia, un Mondo in cui la giustizia sociale fosse una realtà per tutti. Sin dai primi tempi degli scout, quindi nell’attività sindacale e politica, Oboe ha incarnato le migliori qualità di un veneto: serietà, onestà, impegno costante, equilibrio umano e politico in anni non semplici come quelli durante i quali non fece mai mancare il suo impegno di uomo per bene anche prima che di personaggio pubblico. Una figura che mi auguro venga presa ad esempio nell’affrontare con equilibrio e lungimiranza l’attualità sindacale, politica e sociale di un Veneto nel quale è in atto un nuovo, profondo cambiamento.

Marino Smiderle
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