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12.08.2018

Acqua contro l’afa Dai rubinetti 500 litri al giorno

Il caldo dell’ultimo periodo ha fatto impennare il consumo d’acqua
Il caldo dell’ultimo periodo ha fatto impennare il consumo d’acqua

Termometro in salita e contatori al lavoro. Le temperature di questi giorni hanno fatto aumentare i consumi dell’acqua nelle case dei valdagnesi del 25%. Negli ultimi quindici giorni, infatti, i rubinetti in città non si sono risparmiati, facendo uscire in media 490 litri al giorno contro il consumo di 390 litri che si era registrato nei mesi precedenti. Questi sono i dati rilevati dal contatore di una famiglia media valdagnese e a fornirli è Viacqua, la società guidata dal presidente Angelo Guzzo che gestisce il servizio idrico integrato di 69 Comuni nella provincia per un totale di 260 mila utenti. Si fanno più docce, si beve di più e si annaffiano orti e giardini per combattere gli effetti dell’ondata di caldo. E le riserve riescono a sopperire alla maggior richiesta d’acqua? «Per il momento non si rilevano criticità e la situazione è tranquilla -hanno fatto sapere dalla sede di Vicenza -. Le portate sono buone come il livello della falda». E una conferma arriva anche dal Centro servizi idrogeologici dell’Arpav: «Da un esame sommario dei dati, sebbene si noti un calo della falda freatica negli ultimi due mesi, non si denotano al momento particolari condizioni di siccità sul bacino del torrente Agno a differenza dello scorso anno». Sicuramente non si sta parlando della crisi idrica che ha fatto registrare minimi storici l’estate passata, ma il caldo si sta facendo sentire in questi giorni per i 13 mila utenti in città. «Fortunatamente possiamo contare su una rete di acquedotti interconnessi - aggiungono da Viacqua- Questo vuol dire che nel momento in cui una fonte entra in sofferenza si possono utilizzare altre sorgenti o pozzi che pescano in falda. In un contesto come questo abbiamo a disposizione una riserva che non mette a rischio la continuità del servizio. Per l’area del comune di Valdagno le principali sorgenti sono a Recoaro e, al momento, non destano preoccupazione». Dunque livelli nella media stagionale e punti di approvvigionamento in buona salute. Ma se dovesse persistere il grande caldo senza pioggia le prime a soffrire sarebbero le zone collinari con le sorgenti più piccole. «Questa è la situazione ad oggi - concludono dalla società idrica -. Lo scenario futuro dipende dall’andamento delle precipitazioni. Quindi è comunque raccomandabile non sprecare l’acqua ed utilizzarla con razionalità. In particolare consigliamo di usare quella potabile per gli usi domestici ed evitare, per esempio, di innaffiare i giardini». E proprio la “riserva” di Recoaro è stata tra quelle che hanno usufruito delle maggiori piogge secondo l’ultimo report sulla “Risorsa idrica del Veneto” emesso dall’Arpav. Se a giugno, infatti, nella regione si sono registrate piogge per 98 millimetri circa che hanno rispettato la media degli ultimi 25 anni, ovvero 100 millimetri, è proprio a Recoaro che le stazioni dei Turcati e del rifugio “La Guardia” hanno registrato i valori massimi con rispettivamente 278 e 258 millimetri di acqua caduta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Veronica Molinari
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