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25.09.2018

Trasferimento lampo, paese perde il parroco

La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno dopo la messa vespertina di sabato a Centrale ed è stata ripetuta al termine delle celebrazioni della domenica: quella del 7 ottobre, alle 16, nella chiesa arcipretale sarà l’ultima messa che don Alessandro Spiezia, 45 anni, celebrerà a Zugliano. «Il primo ad essere sotto choc sono io» ammette il diretto interessato, chiamato all’improvviso dal vescovo Claudio Cipolla a tamponare il vuoto lasciato nell’Unità pastorale di Vigonza e Peraga, nel Padovano, da don Mauro Da Rin Fioretto. «Sono stanco e stressato» avrebbe detto il pastore, lasciando la canonica il giorno prima della sagra e chiedendo di essere temporaneamente esonerato. Con l’intento di restituire un po’ di serenità – in tempi brevi – a parrocchie che avevano già subito numerosi cambiamenti negli ultimi anni, il vescovo ha pensato a don Alessandro. «Quando il vescovo mi espresso le sue intenzioni, il mio primo pensiero è stato: perché proprio a me? Non poteva chiedere a qualcun altro? - ammette il quasi ex parroco -. Anche questa comunità ha vissuto anni impegnativi con il passaggio da tre parrocchie all’Unità pastorale e, in pochi anni, un rapido susseguirsi di parroci». «Pur essendo di fronte ad un invito e pensando alla sofferenza dei parrocchiani - aggiunge don Alessandro - ho capito che non avrei potuto dire di no: mi ha molto colpito la preoccupazione del vescovo, anche se ha ammesso candidamente che non aveva un progetto da propormi, nessun obiettivo, ma proprio un’emergenza». Don Alessandro si guarda attorno, mostra le colline che l’hanno accolto, quasi in un abbraccio in questi quattro anni e ammette: «Ho vissuto a Padova e amo la città, ma questi posti non sono indifferenti: queste colline e le montagne che ho imparato ad amare, riempiono il cuore». Allo stesso modo ammette che l’ha subito conquistato il rapporto con la gente: «Mi sono sentito accolto e questo mi ha permesso di vivere a Zugliano, dove di fatto mi sono misurato con la prima esperienza da parroco, quattro anni meravigliosi: qui si respira aria di casa, di famiglia. La gente c’è, è generosa. Lo è al punto che quando ho comunicato la notizia, dopo il primo momento di smarrimento, qualcuno ha reagito dicendomi: hai le spalle forti, ce la farai». È più o meno quello che è accaduto dopo la messa di sabato, quando don Alessandro ha comunicato la sua immediata partenza con il groppo in gola, e la comunità ha reagito con un applauso che un po’ voleva stemperare l’aria e un po’ esprimere la gratitudine per questo tempo condiviso. Il vescovo ha promesso di mandare presto un sostituto, ma non sarà prima di novembre, nel frattempo il 27 ottobre ci sarà l’ordinazione diaconale di Giovanni Casalin di Grumolo che probabilmente sarà chiamato a svolgere a fianco di don Daniele il suo primo servizio pastorale, supportato da don Bernardo, oggi a riposo. «So che lascerò questa comunità con il magone - conclude don Alessandro - mi resta solo il rammarico di non aver dedicato più tempo per le visite alle famiglie». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marialuisa Duso
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