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15.05.2018

La storia d’Italia svelata in duemila documenti

I referenti della Fondazione Bassi con gli studenti premiati.  CISCATOUna veduta della parte esterna della monumentale villa Bassi
I referenti della Fondazione Bassi con gli studenti premiati. CISCATOUna veduta della parte esterna della monumentale villa Bassi

Un corpus cartaceo di oltre 2.000 documenti antichi e pregiati, divisi in quattro faldoni, sono stati restaurati dalla professionista Valentina Villata e dallo studio Artemisia di Belinda Guerriero di Thiene, su commissione della Fondazione “Antonio Bassi” di Grumolo Pedemonte. La presentazione da parte della restauratrice ha aperto la tradizionale cerimonia di consegna delle borse di studio a 23 universitari che risiedono nella frazione di Zugliano, da parte del Cda della Fondazione. A ricevere l'assegno sono stati giovani che sognano da grandi di diventare “qualcuno” nel loro campo di studi. La mole di documenti cartacei sotto analisi è costituita da 2.254 carteggi che fanno parte dell'archivio privato della Fondazione, la maggior parte dei quali sono stati interamente scritti a mano con china e inchiostri, su carte vergellate e filigranate, con timbri e sigilli a cera lacca. L'obiettivo del progetto “Archeion. Carte, cultura, lavoro”, completato in due mesi con la spesa di circa 5.000 euro, è quello di salvaguardare l’archivio cartaceo del lascito per poterlo rendere usufruibile e trasmissibile alle future generazioni. «Il restauro dei documenti rientra in un progetto culturale più ampio - spiega Irene Gasparella del Cda della Fondazione “Bassi” - che mira a mettere in stretta relazione due diversi modi e atteggiamenti dello scrivere: quello passato, con riferimenti soprattutto al XIX secolo, e quello attuale ponendo l'attenzione sul mondo giovanile. Il progetto prevede, dunque, anche la digitalizzazione di tutti i documenti, la creazione di un sito idoneo, nonché l'organizzazione di un evento espositivo, di laboratori e conferenze sulla scrittura. Il tutto in un'ottica di massima divulgazione di queste preziosissime carte, tramite mezzi tradizionali e d’avanguardia, azioni che al momento non sono ancora state finanziate, mancando le risorse economiche. Tutto il progetto “Archeion”, infatti, prevede un costo di 30.000 euro». Gli oltre 2.000 documenti antichi e pregiati testimoniano la storia non solo della frazione di Grumolo Pedemonte, ma dell'intero territorio nazionale. Di spiccato interesse documentaristico ci sono alcuni documenti che sono stati scritti in un anno cruciale per la nostra storia, il 1866, anno in cui si è tenuto anche il Plebiscito del Veneto per l’annessione al Regno d’Italia, tra cui va sottolineato l’Atto di Benemerenza del dicembre 1866 redatto dal commissario del Re Vittorio Emanuele II, per le valorose azioni di Antonio Bassi attivissimo agli interventi per giungere all'unificazione d'Italia. «Il corpus cartaceo più antico del nostro archivio - prosegue Gasparella – contiene anche una supplica manoscritta dallo stesso Antonio Bassi al Re, un attestato in cui Antonio Bassi viene nominato sindaco (è stato il primo sindaco di Zugliano) dopo l’unificazione del Regno d’Italia e una relazione sull’eredità Bassi. Da evidenziare anche alcuni carteggi nei quali si fanno importanti riferimenti agli usi e costumi dell’epoca, nonché all’aspetto di valore materiale di vestiario ed altro, con gli importi nella relativa moneta antica; una dettagliata relazione di un ingegnere di Grumolo Pedemonte sulle due principali fonti idriche del paese; infine, vari documenti con atti notarili e cause intentate da cittadini, che raccontano curiose cronache ottocentesche». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Dal Maso
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