CHIUDI
CHIUDI

23.02.2019

Fatture false in bilancio Ora scattano i sequestri

La Finanza ha denunciato il titolare di un’azienda di Zugliano
La Finanza ha denunciato il titolare di un’azienda di Zugliano

Un giro di fatture false ha portato i militari della guardia di finanza della tenenza di Thiene ad eseguire un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice Barbara Maria Trenti nei confronti della ditta di autotrasporti “Lucasped Service srl”, che ha sede in via Libertà 25 a Zugliano. È finito, infatti, sotto inchiesta il suo legale rappresentante, Luigi Cappozzo, 59 anni, di Zugliano, per la presunta dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Il sequestro da parte delle Fiamme Gialle, richiesto dalla procura che ha iscritto Cappozzo sul registro degli indagati, ha riguardato somme depositate su rapporti bancari nella sua disponibilità nonché una quota parte di un immobile di proprietà di Cappozzo, a Thiene, per un importo complessivo di circa 62 mila euro. Si tratta del presunto profitto illecito del reato. LE INDAGINI. L’inchiesta era nata da una verifica fiscale avviata dai finanzieri di Thiene sull’impresa individuale di Daniele Bonaguro, di Piovene, già condannato per bancarotta fraudolenta e circonvenzione di incapace, nonché interdetto dal 2008 all’esercizio di imprese commerciali per 10 anni perché inadempiente con il fisco. Per la procura di Vicenza era colui che fisicamente emetteva le fatture false. I controlli hanno permesso ai finanzieri di constatare che la ditta di autotrasporti zuglianese, negli anni 2010 e 2011, avrebbe ricevuto e utilizzato, in sede di presentazione delle dichiarazioni delle imposte dirette e dell’Iva, fatture emesse anche da altre aziende. Le prestazioni di servizi e le cessioni di beni fatturate, secondo l’accusa, erano talvolta estremamente generiche nella loro descrizione e i relativi pagamenti, laddove effettuati, erano corrisposti con modalità non tracciabili, anche se superiori ai limiti imposti dalla normativa anti-riciclaggio in materia di utilizzo del contante. Le operazioni fasulle hanno consentito alla società di evadere imposte sui redditi per oltre 47 mila euro ed Iva per circa 15 mila euro. L’autotrasportatore Cappozzo, che con le fatture avrebbe abbassato l’imponibile per pagare meno imposte dirette, avrebbe utilizzato fatture soggettivamente e oggettivamente inesistenti apparentemente emesse anche dalle società “Dal Zotto Simone”, “Dal Zotto Romano”, “Nuova caffetteria 900 di Saorin Mauro”, “Davide Castaman”, “Ai buoni sapori sas di Palmisani Roberta” e “Veneta service plus”. L’operazione delle Fiamme Gialle volta a contrastare l’evasione, l’elusione e le frodi fiscali, ha fatto leva - spiegano dal comando provinciale, guidato dal colonnello Crescenzo Sciaraffa, «sulle peculiari funzioni di polizia economico-finanziaria del corpo ed è stata condotta trasversalmente tanto sotto il profilo amministrativo-tributario quanto quello penale, giungendo al sequestro preventivo finalizzato alla confisca, obbligatoria nel caso in cui il procedimento penale si concluda con la condanna dell’indagato». LA DIFESA. «Al momento il cliente preferisce non rilasciare dichiarazioni in merito alla vicenda che lo vede sotto inchiesta - spiega l’avvocato Daniela Marchioro -. Attendiamo l’udienza preliminare che si terrà nel mese di marzo e nel frattempo sto eseguendo tutti gli approfondimenti necessari e le indagini difensive per smontare l’impianto accusatorio». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Dal Maso
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1