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07.12.2017

Aiutano da 34 anni il figlio disabile Meritano la laurea

Chiara Sacchetto, monsignor Anatolio e Girolamo Carollo nel castello di S. Lorenzo de’ Picenardi a Cremona
Chiara Sacchetto, monsignor Anatolio e Girolamo Carollo nel castello di S. Lorenzo de’ Picenardi a Cremona

Silvia Dal Maso Chiara Sacchetto, 61 anni, e il marito Girolamo Carollo, 64enne, di Zugliano, si sono laureati, insieme, in scienze sociali. Una laurea “speciale” la loro, che arriva direttamente dall'Accademia Sancta Fidelis di Cologno Monzese. Non hanno dato gli esami previsti dal corso, ma si sono guadagnati a tutti gli effetti la “laurea honoris causa” per chi si impegna in vario modo nel sociale consegnata dalla realtà ortodossa, dopo 34 anni di sacrifici. Marito e moglie hanno, infatti, fondato un anno e mezzo fa a Thiene l'Associazione Cfs (Chornic fatigue syndrome – Sindrome da stanchezza cronica) Onlus, sodalizio che ha sede a Thiene e che dall’1 agosto 2017 è entrato a pieno diritto nel Registro regionale veneto delle associazioni di volontariato, dando così la possibilità ai soci di accedere a contributi economici e a stipulare convenzioni con gli enti pubblici. L'impegno nei confronti di questa malattia rara, in Italia ancora non ufficialmente riconosciuta, coinvolge la coppia da 34 anni, da quando nacque il loro secondo figlio, Valerio. Ma se il loro lavoro costante, che li vede prendersi cura di lui 24 ore su 24, non trova grande riscontro nella società, diverso è l'interesse che è arrivato dall'Accademia Sancta Fidelis di Cologno Monzese. I due coniugi, nel castello di San Lorenzo de' Picenardi a Cremona, assieme ad altri quattro “laureandi”, sono stati insigniti di questo titolo per il lavoro che portano avanti, anche a livello nazionale, nel campo delle malattie rare. «Non è consueto che moglie e marito si laureino lo stesso giorno – ha dichiarato papà Girolamo – Se la “laurea honoris causa” è stata messa direttamente nelle mani mie e di mia moglie, dopo aver discusso una piccola testi, io sulla sofferenza e Chiara sul volontariato, è però vero che questo riconoscimento va a tutte le persone che in questi anni ci hanno supportati, da Casa Insieme di Thiene, al Centro servizi volontariato di Vicenza, all’associazione Cfs di Pavia, a tutti i medici, infermieri che ci hanno dato fiducia e aperto le loro porte». «È difficile tradurre in parole i sentimenti di un genitore che vive con un figlio malato - prosegue mamma Chiara - Una malattia rara, subdola, poco conosciuta. Non c'è terapia specifica. Il mio cuore piange 24 ore su 24, mi sento impotente. Con la nostra associazione ci impegniamo a informare, a portare quanta più conoscenza possibile sulla sindrome da stanchezza cronica, dai sintomi della malattia ai diritti dei malati. Abbiamo preso un impegno anche per le tante famiglie che in Veneto e nell’Alto Vicentino combattono con questa malattia. Abbiamo ottenuto l’appoggio di istituzioni ed enti sanitari, supportati dal laboratorio analisi dell’ospedale di Santorso. Con l'associazione seguiamo oltre 40 casi in Veneto, una decina nel Vicentino». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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