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15.11.2018

Il quadro di Adelisa incanta Venezia

Al regista Coskun è stata consegnata una cera molle di Adelisa (foto Pizzigoni-Fallica)
Al regista Coskun è stata consegnata una cera molle di Adelisa (foto Pizzigoni-Fallica)

La sua passione è la pittura «perché trasporta le emozioni». Passa tutto il giorno dedicandosi all’arte, «il mio amore», e a leggere testi di filosofia perché la aiutano «a riflettere sull’inconscio artistico» poiché il trasporto delle percezioni passa anche attraverso una pennellata. Fino ad arrivare a fissare sulla tela quella poesia che nasce dalle vibrazioni più profonde. E di vibrazioni artistiche Adelisa Selimbašic, 22 anni, residente a Zané, ne percepisce molte: le servono per creare lavori con grande passione e grande tenacia, le stesse che l’hanno portata a essere selezionata per la 29a edizione di “ArtePadova”, mostra d’arte moderna contemporanea in programma dal 16 al 19 novembre, dopo aver calcato il red carpet a Venezia. Sì perché alla 75a Mostra internazionale del cinema (con Leone d’Oro al regista messicano Alfonso Cuarón per il film “Roma”) il suo quadro “In-Attesa” è stato scelto come riconoscimento assegnato al regista turco Mahmut Fazil Coskun la cui pellicola “Anons” (L’Annuncio) è stata selezionata come migliore Film del Mediterraneo - XVI International Journalism & Arts Award “Gino Votano” e assegnato dall’Associazione culturale Teatro del Mediterraneo, Unione nazionale cronisti italiani in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia. In occasione della Mostra del cinema, il regista ha ricevuto anche il premio speciale della Giuria Orizzonti presieduta da Athina Tsangari: la selezione era dedicata a opere rappresentative di nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema mondiale. «Un’emozione indescrivibile - spiega Adelisa iscritta all’Accademia delle belle arti, corso di studi con indirizzo pittura seguita dai professori Carlo Di Raco e Martino Scavezzon, al quarto anno-primo anno del biennio -. L’olio su tela è ciò a cui mi dedico maggiormente, quadri figurativi. Al regista Coskun è stata consegnata una mia cera molle. Una gioia immensa considerata la vetrina internazionale rappresentata dalla Mostra del cinema». Una grande sfida e una grandissima soddisfazione essere stata parte, in qualche modo, di un premio collaterale di questo importante evento mondiale. Adelisa, già segnalata in vari concorsi a livello nazionale con numerose esposizioni, pubblicazioni e partecipazioni a workshop, si è diplomata con il massimo dei voti al Liceo artistico De Fabris di Nove prima di intraprendere il suo percorso in Accademia. «Trascorro le mie giornate - spiega - tra la pittura e la musica con cui mi rilasso ascoltando jazz, Conte e De Andrè: le canzoni diventano poesia che mi aiuta a concentrarmi sul lavoro pittorico». L’incisione di Adelisa è stata scelta per la sua linea di innovazione, in parallelo all’innovazione proposta da Coskun nella sua pellicola. «Ho voluto chiamare la mia cera molle “In-Attesa” - spiega la studentessa - utilizzando un gioco di parole. L’incisione rappresenta due ragazzi: uno osserva in modo diretto e frontale lo spettatore, mentre l’altro è di tre-quarti con lo sguardo che punta verso l’infinito cercando di comprendere cosa stia accadendo oltre quello specifico momento fissato sulla carta. I due sono, appunto, in attesa di qualcosa di nuovo che può far paura, poiché inaspettato, ma che comunque viene affrontato con sguardo fisso e sicuro. Anche l’opera di Coskun era un’opera attesa, poiché iscritta al concorso, ma allo stesso tempo inattesa per la sua essenza di novità». Il film è ambientato in una sola notte, quella del maggio 1963: un gruppo di ufficiali militari pianifica un colpo di stato per l’insoddisfazione della situazione sociale e politica in Turchia. Ma nulla sembra poi andare per il giusto verso. «Nella mia incisione ci sono personaggi che prendono vita e che in un primo momento risultano anonimi - conclude Adelisa - ma poi, a ben guardare, l’attenzione dello spettatore si sposta verso l’interiorità dei singoli soggetti da ricercare in singoli elementi che costituiscono l’io: le gambe storte, una determinata postura o un abbigliamento particolare». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giancarlo Brunori
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