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12.08.2017

I nomadi sfidano
sbarre e trincee
«Rifiuti ovunque»

Uno scorcio dell’accampamento abusivo dei nomadi
Uno scorcio dell’accampamento abusivo dei nomadi

ZANÈ. Emergenza nomadi a Zanè, dove una carovana di rom sta assediando vie e terreni agricoli in diverse parti del paese. Una situazione critica che si è acuita nelle ultime settimane con esasperazione di cittadini e Amministrazione costretta a far allontanare le roulotte più volte al giorno. In barba al regolamento comunale che vieta qualsiasi tipo di accampamento senza l'autorizzazione del sindaco, questi campeggiatori abusivi, tutti noti a livello locale, fanno la spola tra tre zone di Zanè che ormai hanno eletto a loro dimora. Se gli agenti della polizia locale Alto Vicentino li fanno sgomberare dagli impianti sportivi, loro traslocano in via Canova o nei terreni di via Preazzi. «Ogni giorno i cittadini si lamentano in municipio per la presenza dei nomadi - spiega esasperato il sindaco Roberto Berti -. C'è chi segnala i cumuli di immondizia abbandonati nei campi, chi i danni provocati dal passaggio delle roulotte sui terreni agricoli, chi gli orti saccheggiati o la manomissione delle fontane per rubare l'acqua e che poi vengono lasciate aperte con evidenti sprechi. Gli agenti intervengono in modo puntuale, ma poi le carovane si spostano a rotazione in varie zone». L'altro giorno erano stazionati agli impianti sportivi e quando se ne sono andati «abbiamo trovato il vicino parco giochi sommerso dall'immondizia, con pannolini buttati in giro e una giostra sporca di feci - aggiunge -. Una situazione insostenibile, specie negli ultimi due mesi».

Il Comune di Zanè è stato uno dei primi nell'Alto Vicentino a ricorrere alle sbarre anti nomadi per tentare di arginare il fenomeno, intervento che ha avuto successo nelle stradine sterrate di via Ca' Bianca e via Liguria ma che non può essere replicato in tutto il paese. «In via Preazzi abbiamo suggerito ai proprietari di realizzare i fossi - continua Berti - lungo il perimetro del terreno e i nomadi non hanno più campeggiato. Però si sono spostati più avanti, dove hanno scoperto un accesso più comodo. Avevamo pensato anche al sequestro dei mezzi, ma loro sono consapevoli di questo rischio e quando gli adulti si allontanano dalle roulotte o dai camper lasciano al loro interno i figli minorenni per evitare interventi di pubblica sicurezza».

Alessandra Dall’Igna
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